Il conto corrente “dedicato” alle pubbliche forniture

La legge 136 del 2010 prescrive che gli appaltatori, i subappaltatori, i subcontraenti della filiera delle imprese, i concessionari di finanziamenti pubblici (anche europei) a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici utilizzino uno o più conti correnti “dedicati” alle commesse pubbliche.

I conti possono essere sia bancari che postali, e il fatto che siano chiamati “dedicati” alle pubbliche forniture non significa che siano “riservati” ad esse, né riservati alla sola attività professionale. Ai fini della tracciabilità dei flussi, infatti, ditte e professionisti possono scegliere di:

  • usare un solo conto per tutte le commesse pubbliche che ricevono

  • usare un conto dedicato diverso per ciascuna commessa pubblica

  • usare un unico conto dedicato, sia per le commesse pubbliche che per la loro attività verso privati

  • usare più conti promiscuamente per le commesse pubbliche e per quelle private

Per la tracciabilità l’importante è che ci sia almeno un conto “dedicato”. Che ce ne sia più di uno è irrilevante (salvo quel che vedremo poi). Pertanto, la scelta di dedicare uno o più conti alle pubbliche commesse è rimessa in toto alla discrezionalità del contraente. Analogamente non serve che il conto sia aperto sul momento, può essere anche preesistente.

Il conto dedicato dei professionisti

Capita spesso che i liberi professionisti contestino l’obbligo di possedere un conto dedicato, o che dichiarino di possedere un conto ma “non dedicato”. Questo accade perché dal 2008 con l’abrogazione del decreto Bersani è stato eliminato per loro l’obbligo di avere un conto corrente destinato esclusivamente all’attività professionale.

L”obbligo introdotto dalla legge 136-2010, tuttavia, è altra cosa. Anche se il termine “dedicato” può creare equivoci, il conto richiesto ai fini della tracciabilità non è il conto “professionale”, perchè come vi dicevo può benissimo essere un conto usato anche per la vita privata. Ciò che conta è che il professionista “battezzi” quel conto per le commesse pubbliche e si impegni a utilizzarlo per tutti gli spostamenti di denaro relativi allo specifico appalto.

Anche i professionisti (architetti, ingegneri…), quindi, sono tenuti ad avere un conto corrente “dedicato alle pubbliche forniture” altrimenti dovranno rinunciare a ricevere commesse pubbliche.

In cosa è diverso dai conti non dedicati?

Non lo so. Dal punto di vista del funzionario amministrativo non c’è assolutamente nessuna differenza pratica nell’effettuare un pagamento su un conto dedicato o su un conto non dedicato, il mandato di pagamento si fa allo stesso modo. Anche la composizione dell’IBAN è la stessa dei conti correnti qualunque (CIN, ABI, CAB…) quindi è impossibile per l’impiegato sapere se un conto è dedicato o no.

Tuttavia dal punto di vista delle imprese possono esservi differenze: ho sentito varie controparti lamentarsi del fatto che il conto “dedicato” aveva per loro spese più elevate di un conto normale. E’ quindi possibile che le banche siano tenute ad adempimenti particolari per tracciare quei conti, e che scarichino i relativi costi sui clienti. Altre imprese però mi hanno detto che la loro banca non applica sovrapprezzi di sorta, per cui non escludo che qualcuno si approfitti della normativa sulla tracciabilità per applicare costi più elevati senza motivo.

 

Segue: l’uso di metodi tracciabili

 

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