La legge di bilancio 2019 (legge 145-2018) al comma 867 prevede un adempimento, la “comunicazione dello stock del debito al 31 dicembre” di ogni anno, che è l’evoluzione di un obbligo già previsto in passato, ma con altre forme.

Fino al 2019 infatti le pubbliche amministrazioni erano tenute a comunicare alla Piattaforma di Certificazione dei Crediti “l’assenza di posizioni debitorie” oppure “l’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre di ciascun anno” (art. 7 co. 4-bis DL 35-2013). Il termine previsto era il 30 aprile.

La maggior parte delle amministrazioni ottemperava all’obbligo (anche perchè la legge prevedeva sanzioni sulla performance oltre a 100 euro per giorno di ritardo, a carico dei dirigenti inadempienti), ma molte non lo facevano. Inoltre la Ragioneria dello Stato rilevava enormi scostamenti fra quanto dichiarato dalle Amministrazioni e quanto risultava alla Piattaforma.

Le novità introdotte dalla L.145

Con la legge di bilancio 2019, pertanto, il legislatore ha reso più stringente l’obbligo. Inoltre il Ministero dell’Economia ha rinnovato la corrispondente funzionalità della Piattaforma, per renderla più chiara.

In particolare, ha previsto sanzioni per le amministrazioni (verosimilmente si intendono gli enti locali) che non comunicano il dato. Esse infatti devono accantonare una somma pari al 5% degli stanziamenti di spesa per acquisto di beni e servizi, da destinare all’estinzione dei debiti commerciali. Un analogo accantonamento è previsto a carico di quelle amministrazioni che effettuano la comunicazione, ma nell’anno seguente non riducono il debito comunicato di almeno il 10%.

Queste novità hanno creato grandi perplessità negli enti locali, e la Fondazione IFEL ha provato a chiarire i dubbi in una nota a cui vi rimando. Il dubbio principale è dato dalla modalità di calcolo dello “stock di debito”. La Piattaforma fornisce una guida, scaricabile anche qui, con vari esempi.

Concretamente, una volta calcolato l’importo del debito, bisogna solo inserirlo sulla Piattaforma entro il 30 aprile. Dal 2020, l’obbligo scadrà il 31 gennaio di ogni anno.

Dal 2019 il MEF ha iniziato a prendere sul serio l’obbligo. Dapprima ha concesso una proroga al 30 giugno, quindi ha iniziato a sollecitare le amministrazioni. Sono infatti pervenuti solleciti via mail dalla Piattaforma e via PEC dalle Ragionerie dello Stato a tutti gli uffici tenuti all’adempimento, adempienti e non.

L’adempimento

Comprensibilmente questa pioggia di mail ha gettato nel panico un pò tutti: chi aveva adempiuto, perchè non capiva il motivo del sollecito. Chi non aveva provveduto alla comunicazione, perchè non sapeva cosa doveva fare.

Niente paura: se avete effettuato la comunicazione, non dovete fare altro. Se non l’avete fatta, vi illustro i passaggi. Attenzione però: alcuni Ministeri hanno raccolto centralmente i dati con fogli excel o monitoraggi simili; non illudetevi, questi monitoraggi NON assolvono l’obbligo! L’unica comunicazione valida infatti è quella attraverso la Piattaforma!

Che fare: per prima cosa entrate nella Piattaforma, usando l’utenza del Responsabile (altre utenze non vedono la funzione apposita). Scegliete quindi Ricognizione debiti

quindi la prima voce disponibile, “comunicazione debiti L.145/2018” come indicato in figura. Si aprirà una maschera, in cui bisogna indicare: nel campo più grande, il totale del debito al 31 dicembre…

e nel campo ‘note’ le motivazioni del ritardato pagamento. In particolare, bisogna suddividere la cifra tra le varie motivazioni proposte. Ad es., se abbiamo 10.000 di euro in debiti, 2000 potranno essere per contenzioso, 5000 per carenza di liquidità, ecc. Se l’ente è commissariavo si deve indicare con l’opzione apposita.

A questo punto basterà dare ‘salva’ e i dati saranno acquisiti e l’adempimento completato. Che io sappia non sono previste ricevute oltre questo popup, quindi stampate la videata.


Alcune avvertenze

Attenzione: nella parte inferiore della schermata vedrete le cifre del debito che risultano alla Piattaforma. Non è un caso che vengano mostrate: scopo di questa rilevazione è indurre le amministrazioni a correggere i dati!! Molte infatti non provvedono a comunicare i pagamenti, così i dati a disposizione del MEF sono carichi di errori.

A questo proposito ricordo a tutti che:

  1. chi non usa SICOGE deve comunicare scadenze e pagamenti del mese entro il 15 del mese successivo
  2. chi usa SICOGE non deve comunicare nulla riguardo gli importi netti, perchè SICOGE trasmette i dati su contabilizzazioni e pagamenti in automatico
  3. chi usa SICOGE deve comunicare il versamento dell’IVA, perchè questo dato NON viene trasmesso da SICOGE alla Piattaforma!

 

 

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