La verifica inadempimenti, cos’è e come si svolge

La verifica inadempimenti, cos’è e come si svolge

Oggi affronteremo un argomento che riguarda tutti i funzionari che si occupano dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Esamineremo infatti la verifica inadempimenti, cos’è e come si svolge.

L’articolo 2, co.9 del DL 3 ottobre 2006 n.262 ha introdotto l’art. 48-bis al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, prevedendo per la prima volta quella che venne popolarmente chiamata “Verifica Equitalia”.

In parole povere, ha previsto che le P.A., prima di pagare i fornitori, verifichino che questi non abbiano pendenze col fisco e qualora queste pendenze vi siano, il pagamento avvenga all’Erario. Quest’obbligo nella sua versione originaria (attenzione novità dal 1 marzo 2018!) scattava solo per i pagamenti di importo superiore a 10.000 euro, anche se l’importo era raggiunto cumulando più fatture (ciò che contava era quindi se l’importo del mandato era di almeno 10.000 euro, anche se le singole fatture erano inferiori).

Solo a inizio 2008 si è avuto il regolamento attuativo col DM 18 gennaio 2008 n.40 e l’obbligo è divenuto operativo. Da allora, questa verifica si svolge tramite il sito CONSIP del Mercato Elettronico della P.A. Per chi non lo usa, si può effettuare tramite PEC inviando un modulo allegato alla circolare 13 del 2018.

Dopo la soppressione di Equitalia il controllo lo svolge l’Agenzia delle Entrate ma è cambiato solo il nome (ora genericamente “verifica inadempimenti”), mentre l’adempimento in sè continua a svolgersi come prima. Vediamo come.

Come fare la verifica degli inadempimenti

Per prima cosa, recatevi sul sito del Mercato Elettronico della P.A. e autenticatevi. Se avete più profili, scegliete quello chiamato “Operatore verifica”. Se non avete questo profilo non potete proseguire, dovrete prima estendere le vostre abilitazioni (vedremo in un altro articolo come fare, oggi darò per scontato che siate abilitati).

La grafica del sito MEPA è cambiata dal 19 febbraio 2018. Questa procedura è aggiornata con la nuova versione del sito.

Si apre allora il “Cruscotto Operatore di verifica Inadempimenti”, sulla sinistra dello schermo.

Cruscotto Operatore verifica

Bisogna cliccare l’ultimo link, “Servizio di verifica inadempimenti” e si aprirà la pagine di verifica vera e propria. Lo stesso risultato si ottiene cliccando “Servizio di verifica inadempimenti” a centro pagina, ma la pagina centrale può cambiare a seconda dei messaggi che CONSIP decide di trasmettere, quindi suggerisco di fare riferimento al menu laterale.

Bisogna riconoscere che il nuovo cruscotto dell’operatore di verifica è molto più intuitivo del vecchio, che aveva link fuorvianti.

La pagina della verifica non è cambiata:

Schermata verifica inadempimenti
Schermata verifica inadempimenti

Scrivete se la verifica che volete fare riguarda una persona fisica o giuridica, inserite il suo codice fiscale, il numero della fattura e l’importo (se ne state pagando più di una, indicate il totale). Quindi cliccate “Verifica”.

Questa schermata potete sempre richiamarla dal menu ad albero a sinistra cliccando “sospensione mandati-verifica inadempienza”.

L’esito della verifica

Il sistema darà l’esito della verifica immediatamente, e lo potrete salvare o stampare subito o in un secondo momento da “Sospensione mandati-stampe di riepilogo”.

Se è tutto ok (il creditore non ha inadempienze) potete pagare. In caso contrario il sistema avvisa che il pagamento deve restare sospeso (DM 40-2008): al massimo entro 5 giorni (la mia esperienza dice anche molto prima!) arriverà indicazione di cosa fare. Se il termine passa invano, prima di pagare bisogna comunque attendere 30 giorni (attenzione cambierà dal 1-3-18).

In questo caso la procedura degli artt. 48-bis e 72 del D.P.R. 602-1973 prevede l’incasso diretto delle somme da parte degli agenti della riscossione, in seguito all’esito positivo della procedura di verifica. L’Agenzia delle Entrate notificherà quindi l’importo che le è dovuto e le modalità per versarglielo.

Voi non avrete altra alternativa che versare le somme all’Agenzia invece che al creditore. E’ stata eccepita l’incostituzionalità di questa norma, perché manca il contraddittorio e deroga all’iter del codice di procedura civile per i pignoramenti, ma per ora è così.

Casi particolari di verifica

In caso di cessione del credito si deve effettuare la verifica sul cedente il credito: cliccando a sinistra su “Cessione credito-verifica inadempienza” si apre una maschera in cui i dati da inserire sono gli stessi visti prima.

Per chi ha necessità di verificare molti soggetti (tipico degli uffici grandi) è possibile effettuare una verifica “massiva”. Si deve fare l’upload di un file .txt con caratteristiche precise; solitamente è generato dai gestionali delle PA, e contiene solo codici fiscali e importi. Se c’è anche solo un errore il sistema scarterà tutto. L’esito non è immediato ma anche qui arriverà al massimo entro 5 giorni. E’ possibile scaricare o la liberatoria singola o quella massiva per tutti i codici dell’elenco.

ATTENZIONE! Dal 1 marzo 2018 la verifica inadempimenti cambia in un punto fondamentale. Per saperne di più cliccate qui.

 

 

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23 Comments

  1. posso effettuare le richieste di verifica inadempimenti sulle aziende individuali inserendo la Partita IVA e non il codice Fiscale? ha lo stesso valore o il sistema non legge le stesse cose ed è più opportuno mettere il codice fiscale?

    BARBABELLA DONATELLA
      1. Ho effettuato la ricerca per codice fiscale e risulta inadempiente, ho fatto verifica con PIVA e risulta non inadempiente, cosa posso fare nessuno sa darci risposta

        barbara
  2. SI DEVE EFFETTUARE LA VERIFICA INADEMPIMENTO NEL CASO DI UN PAGAMENTO A FAVORE DI UNA ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA (asd) DI IMPORTO SUPERIORE A 10.000,00 PER RIMBORSO SPESE DI CUSTODIA?
    GRAZIE

    marta
  3. Se devo liquidare somme per rimborso spese per missioni effettuate dal dirigente di un ufficio pubblico per un totale superiore ad €5.000,00 devo comunque fare richiesta di verifica ad agenzia entrate?

    Maria
  4. Oltre al versamento della ritenuta d’acconto con il codice tributo 1049, la PA è obbligata al versamento dei contributi per gestione separata (il pignorato è soggetto ai contributi INPS in quanto autonomo) e all’IRAP?

    Giuseppe
    1. Come minimo un rilievo in sede di rendiconto, poi se risultasse che il beneficiario del pagamento aveva debiti verso l’Erario, può scattare la responsabilità erariale di chi avrebbe dovuto controllare e non lo ha fatto.

      FunzionarioAmministrativo
  5. Buonasera, vorrei farvi una domanda, ho pagato fatture ad un impresa edile con sostanziosi acconti, conoscendo nel tempoil titolare,e sopratutto come si è comportato male nei miei confronti, vorrei chiedervi se potete verificare la registrazione di quest ultime all’ agenzia delle entrate, è possibile? nell attesa di una vostra risposta vi porgo i più cordiali saluti.

    michele
  6. Buongiorno. Le chiedo consiglio su questo problema.
    L’Ente Parrocchia di (….), con RUP il Parroco, ha affidato, affido diretto e senza passare per MEPA o centrali di committenza, lavori di restauro a ditta a valere su fondi POR FESR, ora deve erogare pagamento 1 SAL superiore a 5000 euro.
    In quanto ente ecclesiastico (privato che però sta spendendo finanziamento pubblico) deve comunque fare verifica inadempimenti prima di pagare? Potrebbe essere esonerato dall’obbligo di tale verifica?
    Se deve, la parrocchia può iscriversi al MEPA solo per effettuare tali verifiche? Oppure ci sono altri modi per farle, e con che tempi?
    La ringrazio anticipatamente
    Margherita D.

    marellina
    1. Mah, in teoria l’art. 48 bis si applica alle PA e la parrocchia non penso rientri in questa fattispecie. Tuttavia non vorrei che il regolamento di gestione dei fondi POR FESR preveda l’obbligo di effettuare la verifica. Le suggerisco di chiedere direttamente in regione (o comunque all’ente che gestisce quei fondi e a cui dovete rendicontare il odo in cui li spendete. In ogni caso non credo che si siano problemi per la registrazione al MEPA del parroco se risulta che deve fare la verifica.

      FunzionarioAmministrativo
    1. La verifica è diretta a verificare se all’agente della riscossione risultino cartelle iscritte a ruolo. Quindi se la riscossione dei contributi una volta iscritti a ruolo sono in mano a Equitalia, sì.

      FunzionarioAmministrativo
  7. Buonasera,
    enel energia emette una fattura per ogni singolo pod. quindi ci troviamo ad avere in media 180 fatture tutte di importo inferiore ai 5.000€. In fase di mandato vengono raggruppate per tipologia (es pod delle scuole, pod uffici comunali ecc) ma comunque l’importo dei mandati è inferiore ai 5.000€, è corretto non effettuare il controllo?
    Grazie

    sere
    1. Se fate singoli mandati sotto i 5000 è legittimo. Vi segnalo però che se aderite agli accordi quadro, ENEL a vostra scelta può anche accorpare le fatture nel modo che più vi aggrada. Poi potete analizzare i consumi in altro modo, ma per la parte strettamente contabile vi risparmiate un sacco di lavoro…

      FunzionarioAmministrativo

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