Nel tentativo di far “ripartire” l’Italia dopo la tempesta coronavirus, il Governo ha adottato alcune leggi dirette a velocizzare l’operato della pubblica amministrazione, sul presupposto che, ripartendo, la PA si trascinerà dietro tutto il Paese. Abbiamo già visto le novità contenute nei decreti “agosto” e “semplificazioni”, oggi parleremo di alcune novità dell’autunno 2020. Si tratta di qualche provvedimento normativo, proroghe e decisioni amministrative sparse che a mio avviso non meritano un articolo separato ciascuna, ma che è opportuno segnalare qui, perchè potrebbero essere sfuggite agli operatori.

Come sempre preciso che queste notizie  sono SENZA ALCUNA PRETESA DI ESAUSTIVITA’. Ci sono molte altre disposizioni che potrebbero risultare di interesse di uno o più uffici.

Proroga del termine per la presentazione del modello 770

L’art. 10 del D.L.  28 ottobre 2020, n. 137 (c.d. “Decreto ristori”) proroga il termine per la presentazione del modello 770 al 10 dicembre prossimo.

La scadenza era  inizialmente prevista per il 2 novembre, quindi la proroga è arrivata sul filo di lana.

Chiarimenti sul regime IVA dei dispositivi anticovid

Il “decreto rilancio” (DL 34 2020) all’art. 124 ha introdotto una riduzione dell’aliquota IVA per le cessioni di beni necessari per il
contenimento e la gestione dell’emergenza da COVID-19. In particolare, ha previsto l’esenzione IVA fino al 31 dicembre 2020 e un’aliquota agevolata pari al 5% dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 26/E del 15 ottobre, finalmente chiarisce molti punti dubbi relativi ai beni che possono o meno rientrare nel regime agevolato.

In primo luogo chiarisce che l’elenco dei beni presente all’art. 124 ha natura tassativa e non esemplificativa.

Quindi chiarisce che nella nozione di “termometri” possono farsi rientrare tutti gli strumenti di misurazione della temperatura, inclusi i c.d. “termoscanner”.

Sulle mascherine, precisa che rientrano nel regime agevolato le mascherine chirurgiche, le  Ffp2 e Ffp3, nonchè le “mascherine c.d. ricaricabili” (quelle riutilizzabili perché dotate di filtro intercambiabile) vendute unitamente al relativo filtro. Ovviamente  godono del medesimo trattamento IVA anche le cessioni dei singoli filtri, che sono l’elemento principale della mascherina.

Nella definizione di “dispenser a muro per disinfettanti” possono rientrare anche le piantane non fissate al muro, purchè servano a erogare disinfettanti.

Per i beni che possono essere utilizzati sia per l’emergenza covid che per altri usi, l’esenzione è ammessa solo se in concreto i beni ceduti sono usati per contrastare l’emergenza (circostanza da desumere in base al settore di attività delle parti).

In una successiva risposta a un interpello, l’Agenzia ha poi chiarito che per quanto riguarda i capi di abbigliamento, rientrano nell’agevolazione quelli che “siano classificabili nei relativi codici doganali individuati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella circolare 30 maggio 2020, 12/D; siano dei DPI oppure dei dispositivi medici (guanti, mascherine, camici o occhiali) compresi nel Rapporto ISS COVID-19, n. 2/2020, siano destinati a essere utilizzati o dal personale sanitario, o dagli operatori che, in base al proprio settore di attività, sono obbligati al rispetto dei protocolli di sicurezza anti Covid-19”

Proroga del monitoraggio IPER

L’Agenzia del Demanio ha comunicato che la chiusura dell’applicativo Iper è  stata posticipata al 15 dicembre 2020.

Ricordo che abbiamo esaminato questo monitoraggio ricorrente dell’Agenzia del Demanio in questo articolo.

Incentivi alla progettazione e “appalti in deroga”

Il “Decreto semplificazioni” (DL 76-2020) ha previsto un regime semplificato per l’affidamento degli appalti pubblici per rilanciare gli investimenti, come abbiamo visto in questo articolo. Varie amministrazioni si sono chieste se per questi appalti assegnati con affidamento diretto e che possono  essere anche di importo piuttosto elevato, si possano erogare al personale gli “incentivi alla progettazione” previsti dall’art. 113 co.2 del Codice dei contratti, o no.

In pratica, visto che la fase di progettazione, direzione lavoro, collaudo ecc. restano esattamente identiche a prima e cambia solo la procedura di affidamento, ci si è chiesti se questa sola modifica basti a far saltare il diritto all’incentivo.

La Corte dei Conti del Veneto con la delibera 121/2020 ha preso posizione in modo netto qulla questione, stabilendo che:

  • la deroga del decreto semplificazioni riguarda le sole procedure di affidamento, non l’art. 113 (che resta quindi fermo sia per le attività incentivabili che per la necessità di un agara)
  • per orientamento giurisprudenziale consolidato, l’erogazione degli incentivi richiede un regolamento, una contrattazione decentrata e l’affidamento tramite una “procedura comparativa”
  • l’affidamento diretto autorizzato dal DL semplificazioni è quindi escluso dai casi “incentivabili” anche se dovesse riguardare un appalto da 150.000,00 euro (“salve le ipotesi nelle quali per la complessità della fattispecie contrattuale l’amministrazione, nonostante la forma semplificata dell’affidamento diretto, proceda allo svolgimento di una procedura sostanzialmente comparativa, la quale dovrà comunque emergere nella motivazione della determinazione a contrarre, in conformità al principio di prevalenza della sostanza sulla forma”)

Premio “100 euro” fuori dall’azienda

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato in risposta a un interpello che il premio “100 euro” (art. 24 decreto Cura Italia 18-2020) spetta anche ai dipendenti in distacco sindacale, perchè l’attività sindacale è equiparata all’attività lavorativa a tutti gli effetti.

Tuttavia, dato che per avere diritto al premio il lavoratore  deve aver lavorato “in presenza”,  il sindacalista dovrà dimostrare di aver prestato la sua attività in presenza, o presso l’azienda o presso la sede del sindacato.

In una precedente risposta ad interpello l’Agenzia aveva stabilito che l’incentivo spettava anche ai lavoratori che invece di prestare servizio per la propria azienda avevano svolto attività di volontariato all’interno del sistema di protezione civile, perchè sono stati esposti al rischio come se avessero lavorato in presenza per il loro datore di lavoro.

In questo caso il datore di lavoro dovrà erogare l’incentivo e chiederne il rimborso all’Agenzia delle Entrate.

TARI e TEFA con PagoPA

Il D.M. del 2 ottobre 2020 del MEF ha stabilito che le annualità 2021 e seguenti della tassa sui rifiuti (TARI) e del tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente (TEFA) dovranno essere versati attraverso la piattaforma PagoPa.

Questo vale sia per i Comuni che per i soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani (TARI-corrispettiva).

Gli avvisi dovranno essere predisposti in modo da includere tutte le informazioni necessarie all’incasso unificato di TARI e TEFA e da consentire il corretto riversamento delle somme incassate: i Prestatori di servizi di pagamento (PSP) che incassano la TARI-tributo, la TARI-corrispettiva e il TEFA,

  • entro il giorno successivo all’incasso dovranno accreditare le somme spettanti alle province, alle città metropolitane, ai comuni o al soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani
  • entro i due giorni successivi all’incasso dovranno trasmettere ai soggetti creditori appositi flussi informativi contenenti i dati analitici dei versamenti eseguiti dai soggetti passivi secondo gli standard rendicontativi PagoPa.

In pratica: il Comune o il soggetto affidatario della gestione dei rifiuti predisporrà un avviso unico; il cittadino pagherà con un unico pagamento; il PSP ripartirà le somme e predisporrà un flusso di rendicontazione per ogni accredito.

Accesso ai siti web delle PA con SPID

L’art. 24 del “Decreto semplificazioni” ha stabilito che tutte le pubbliche amministrazioni dovranno identificare i cittadini nei loro siti web ed erogare servizi in rete solo attraverso SPID e CIE (e con CNS) a partire dal 28 febbraio 2021 al massimo. Per imprese e professionisti il termine dovrà essere stabilito con un separato decreto.

Ebbene, alcune amministrazioni stanno anticipando il termine e avviando l’accesso esclusivamente con SPID-CIE-CNS già ora. INPS ha iniziato lo “switch off” il 1 ottobre, il Ministero del Lavoro ha comunicato che inizierà il 15 novembre.

Visto che per le pubbliche amministrazioni questa novità ha un impatto significativo ma molto sottovalutato, ne parlerò in un articolo a parte.

 

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