Le novità del 2024 per le pubbliche amministrazioni

Le novità del 2024 per le pubbliche amministrazioni

Le novità del 2024 per le pubbliche amministrazioni

Dopo alcuni mesi di pausa ho pensato che sia utile riprendere il blog con un articolo di riepilogo di quanto successo negli ultimi mesi e delle novità del 2024 per le pubbliche amministrazioni. Premetto subito che non sarà esaustivo, perchè di cose ne sono successe molte (specie sul fronte appalti) ma troverete senz’altro le principali.

Le soglie comunitarie per gli appalti 2024

Dal 1 gennaio 2024 entrerà in vigore quanto stabilito dal Regolamento Comunitario 2023-2495, che fissa le nuove soglie comunitarie per le varie tipologie di appalto. Le nuove soglie sostituiscono automaticamente quelle inizialmente previste nell’art 14 del D.Lgs. 36, e sono queste:

  • per appalti di lavori o per concessioni (anche settori speciali): € 5.538.000,00
  • per appalti di servizi e forniture da parte di autorità governative: € 143.000,00
  • per appalti di servizi e forniture da parte di autorità diverse: € 221.000,00
  • per appalti di servizi e forniture nei settori speciali o difesa: € 443.000,00

Restano invariate le soglie per i servizi dell’ex allegato IX del vecchio codice (€ 750.000,00 per i settori ordinari e € 1.000.000,00 per i settori speciali)

Nuovi criteri ambientali minimi

L’art. 57 del Codice dei Contratti stabilisce l’obbligo di inserire nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei “criteri ambientali minimi” (CAM) fissati dal legislatore. Tali criteri servono a mitigare l’impatto ambientale degli appalti pubblici, e visto il peso degli appalti nell’economia, il loro rispetto dovrebbe portare benefici significativi all’ecosistema.

Vari CAM sono già in vigore da anni, la novità è che il DM 6 novembre 2023 ne ha adottati di nuovi, per il servizio di distribuzione di acqua potabile e per i servizi di ristoro.

In particolare, sono stabiliti nuovi CAM per l’affidamento:

  • dei servizi di ristoro con installazione e gestione di distributori automatici di bevande calde, di bevande fredde e merende (snack), di tipo a vetrina o a caduta;
  • di gestione punti di ristoro (servizio bar);
  • servizio di preparazione e somministrazione di panini;
  • di fornitura, installazione e gestione di “case dell’acqua” e di punti di accesso all’acqua di rete a fini potabili.

Questi criteri ambientali entreranno in vigore dal 31 marzo 2024.

Nuovo tasso di interesse legale

Il DM 29 novembre 2023 ha abbassato sensibilmente il saggio degli  interessi legali dal 1 gennaio 2024.

Questo tasso, da considerare anche in caso di ravvedimento operoso, sarà infatti del 2,5%.

Il tasso di interesse per il ritardo dei pagamenti delle transazioni commerciali per il primo semestre 2024 non è ancora stato fissato.

Novità per i forfettari

Dal 1 gennaio 2024 tutti i minimi e forfettari saranno tenuti a utilizzare la fatturazione elettronica. Per le PA non cambia nulla, perchè l’obbligo era stato già introdotto da anni.

Tuttavia, adesso che l’obbligo è universale, non dovrebbero più esserci incomprensioni con i forfettari che non lavorano spesso con le pubbliche amministrazioni (e che prima insistevano a mandare fatture “tradizionali” dicendo di essere esentati dalla fatturazione elettronica).

Un’altra più interessante novità è che visto che fattureranno elettronicamente potrebbe essere abrogato l’obbligo di emettere la CU per i forfettari. Questa semplificazione però non è ancora ufficiale e comunque si applicherà solo dall’anno prossimo (quindi per le CU da predisporre nel 2025 per i redditi 2024)

La chiusura dei conti correnti postali di tesoreria statale

Ho in programma di pubblicare quanto prima un articolo sulla c.d. “piattaforma incassi”, ma la novità da segnalare subito è che i versamenti sui conti correnti postali intestati alle Tesorerie provinciali dello Stato saranno possibili solo fino al 31 dicembre 2023 e non oltre.

Nei mesi successivi (entro giugno) i conti postali saranno azzerati e chiusi, quindi la Ragioneria Generale dello Stato sollecita chi non l’avesse ancora fatto ad aderire subito alla piattaforma incassi, che fornisce un sistema alternativo -ed integrato con PagoPA- di incasso.

Ogni informazione si può trovare nella circolare 28 della RGS.

Nuovo applicativo PerlaPA legge 104

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha attivato lo scorso novembre un nuovo applicativo per la comunicazione dei permessi “legge 104” dei dipendenti pubblici.

Questo nuovo applicativo, chiamato “L.104 2.0”, sostituisce integralmente il precedente. La rilevazione dei permessi per l’anno 2023 dovrà avvenire interamente sul nuovo sistema, i dati eventualmente inseriti sul vecchio non saranno presi in considerazione.

Per l’uso del nuovo applicativo è necessaria una nuova registrazione, che può essere sia a livello centralizzato che decentrato per unità organizzative di amministrazione. Di conseguenza suggerisco agli operatori di grossi enti (città metropolitane, ministeri ecc.) di attendere indicazioni dai propri referenti.

Nel frattempo potete visualizzare i tutorial video presenti sul sito PerlaPA.

Novità sulla reperibilità dei dipendenti in malattia

Il TAR Lazio con la sentenza 16305 del novembre scorso ha annullato il decreto Madia 206 del 17 ottobre 2017 nella parte in cui prevedeva per i dipendenti pubblici in malattia fasce di reperibilità alla visita di controllo più ampie (quasi doppie) che per i lavoratori privati.

Che succede ora? Non si può pensare che il dipendente pubblico non sia soggetto ad alcuna reperibilità, nè d’altra parte sono state ancora decise fasce orarie puntuali da alcuna norma successiva alla sentenza.

Di conseguenza l’INPS, nelle more dell’emanazione di un nuovo decreto ministeriale (o dell’eventuale riforma della sentenza n. 16305/2023 del TAR Lazio), sentito il Dipartimento della Funzione pubblica, ha stabilito (messaggio 4640 del 22 dicembre 2023) che le visite mediche di controllo domiciliare nei confronti dei lavoratori pubblici, fino a nuove disposizioni siano effettuate negli stessi orari dei privati, ossia dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni (compresi domeniche e festivi).

Novità MEPA

Come avrete sicuramente visto, in vari punti del sito Acquistinrete campeggiano avvisi molto evidenti che annunciano grosse novità dal 1 gennaio 2024. Ve le riassumo:

Nuove modalità di accesso

La principale è che dal 1 gennaio non sarà più possibile accedere con le vecchie credenziali username+password ma saranno obbligatori SPID, CIE o identità europea EIDAS. Username e password rimarranno solo per gli utenti extraeuropei.

Può sembrare una cosa da poco, ma in moltissimi uffici vige la (brutta e illegittima, ma utile) prassi di usare tutti solo le credenziali del dirigente, per far prima e per poter vedere tutti tutto quanto. Da gennaio non sarà più possibile.

Una ulteriore conseguenza è che ogni operatore probabilmente potrà vedere solo le gare da lui create o nelle quali ricopre un qualche ruolo. Lo stesso punto ordinante, che verosimilmente può vedere tutto, dovrà compiere personalmente le operazioni di sua competenza. In alternativa dovrà accedere con il suo SPID dal pc dell’operatore per poi tornare a fare altro nel proprio ufficio… alquanto scomodo!

E’ quindi urgente far registrare tutti coloro che operano abitualmente sul sito (NB inclusi coloro che effettuano le “verifiche Equitalia”!) e abilitarli col profilo necessario (punto istruttore, operatore di verifica, collaboratore ecc) altrimenti da gennaio non potranno più usare il portale. Inoltre è indispensabile formare i punti ordinanti ‘recalcitranti’.

Suggerisco caldamente di approfittare del restyling del portale per ‘bonificare’ il database degli utenti abilitati, perchè spesso restano ‘aperti’ i ruoli per persone trasferite, andate in pensione, ecc. e non è bello nè sicuro.

Integrazione con ANAC

Da gennaio entrerà in vigore la nuova disciplina di digitalizzazione completa degli appalti pubblici, prevista anche tra gli obiettivi più rilevanti del PNRR (milestone M1C1-75). Per realizzarla, acquistinrete, che è uno dei cardini dell’e-procurement nazionale, andrà incontro a un enorme cambiamento (e per questo resterà bloccato dal 1 al 5 gennaio).

Il nuovo sistema sarà fortemente integrato con i portali ANAC, in particolare la “piattaforma contratti pubblici (PCP)”.

A seguito di questa integrazione ad esempio non sarà più possibile inserire manualmente il codice CIG nell’apposito campo come avviene oggi, ma sarà acquistinrete a collegarsi a SIMOG e guidarci a tutti i passaggi fino ad ottenere il CIG, per poi inserirlo autonomamente nel campo della RdO. Questo permetterà di ridurre gli errori e di inserire i dati una volta sola sui rispettivi portali.

Dal MEPA si dovranno/potranno anche compilare le schede SIMOG, pubblicare i bandi sulla Gazzetta Ufficiale, creare il DGUE, fare la verifica sugli aggiudicatari col FVOE…

Dovremo abituarci a una serie di nuovi acronimi ossia ANACFORM, EFORM (per la pubblicazione in GURI-GUCE), ESPD (che corrisponde al DGUE), PCP.

ATTENZIONE! Alcune di queste operazioni sono riservate ai RUP e ai loro collaboratori, e potranno essere effettuate solo se questi soggetti sono certificati sul sito ANAC. Quindi, i RUP dovranno sia essere profilati sul sito ANAC che su Acquistinrete (i loro collaboratori basta siano registrati solo su acquistinrete). Probabilmente l’avvio della creazione RdO su Acquistinrete dovrà essere ad opera del RUP, partendo dalla richiesta del cig.

Il nuovo sistema si applicherà per tutte le negoziazioni e gli ordini (ODA, RDO ecc) pubblicati dopo il 1 gennaio e per le convenzioni attivate dopo tale data (quindi, per aderire alle convenzioni precedenti probabilmente resta il vecchio sistema).

Mi riservo di illustrare nel dettaglio le nuove procedure appena le nuove sezioni saranno visibili (dopo il 5 gennaio).

La digitalizzazione degli appalti

Come dicevo, dal 1 gennaio entra in vigore l’obbligo di digitalizzazione del ciclo degli appalti. Questo argomento è molto vasto e presto dedicherò un articolo solo a questo argomento. Voglio però evidenziare da subito l’obbligo di utilizzo di piattaforme telematiche, CERTIFICATE ANAC.

Acquistinrete è una piattaforma certificata ANAC quindi l’uso di questo portale consente di ottemperare all’obbligo di digitalizzazione-dematerializzazione dell’appalto (anche se ANAC deve ancora correggere la FAQ in cui diceva il contrario).

Personalmente sono più che scettica sul buon funzionamento di questa integrazione CONSIP-ANAC e sull’usabilità del nuovo portale acquistinrete (spero di essere smentita). Posso quindi capire chi sta cercando provider alternativi che svolgano lo stesso servizio.

Tuttavia, sebbene sul mercato ci siano molte piattaforme private che vengono pubblicizzate come “a norma”, al momento in cui scrivo oltre ad Acquistinrete ci sono solo altre 5 piattaforme certificate ufficialmente, quindi desidero richiamare la vostra attenzione su chi scegliete, perchè rischiate di comprare un software non in regola.

I soggetti certificati ANAC si possono vedere solo a questa pagina.

L’obbligo di qualificazione delle stazioni appaltanti

Dal 1 gennaio entra in vigore anche l’obbligo di qualificazione delle stazioni appaltanti.

Nonostante ANAC abbia emanato un comunicato trionfale in cui annuncia che “ben” 3370 stazioni appaltanti (di cui 1106 comuni) si sono qualificate alla data del 6 novembre, la situazione a mio avviso è drammatica.

Le stazioni appaltanti censite da ANAC sono oltre 30.000! Anche a sperare che solo una parte minima di queste effettui appalti sopra gli importi previsti per la qualificazione, o che si affidi sempre a centrali di committenza, i qualificati sono solo il 10% del totale. E dal 1 gennaio ANAC non rilascerà più CIG SIMOG alle stazioni appaltanti non qualificate (per appalti in cui serve la qualificazione).

Quindi che succederà? Spero di sbagliare ma a mio avviso le possibilità sono solo due: o si bloccherà tutto (perchè i non qualificati in attesa di mettersi in regola andranno a intasare le centrali di committenza qualificate) o ci sarà una proroga di qualche tipo.

Nel dubbio invito tutti coloro che pur avendone i requisiti non hanno richiesto la qualificazione, a farlo quanto prima.

 

Per restare informati sui prossimi articoli, iscrivetevi alla newsletter!

Licenza Creative Commons

15 Comments

  1. Lavoro in un ente di ricerca, e come previsto dal decreto semplificazioni n. 218/2016, gli acquisti inerenti il materiale di ricerca possono essere gestiti fuori Me.PA o fuori altro mercato elettronico. Se il nostro decreto semplificazioni perderà di efficacia non capisco come faremo, tenendo conto che non acquistiamo cattedre e carta ma strumenti e materiale molto particolare, spesso all’estero
    Sono spaventata dall’unione di ANAC e Me.PA in quanto il Me.PA durante l’ultimo aggiornamneto ha smesso di funzionare per qualche mese, ANAC ha un sito poco intuibille e ad oggi riporta ancora i riferimenti del Codice Appalti 163/2006.

    lucia
    1. Immagino (spero) che il nuovo sistema avrà i riferimenti giusti. Per il resto, un conto è la digitalizzazione del sistema e un altro è il MEPA. Acquistinrete è solo UNA delle piattaforme possibili. Se ne possono usare anche altre (certificate), ma il procedimento di acquisto deve passare obbligatoriamente dalle piattaforme, deve essere interamente digitale. Mi consenta di dire in tutta onestà che se la vostra eccezione cade, io ne gioisco. Per gli acquisti all’estero ok, ma ho visto università abusare ampiamente della libertà che avevano, e comprare la qualunque fuori MEPA per fare prima. Come se gli altri non avessero altrettante motivatissime urgenze. E ho visto altri Stati europei imporre l’uso delle loro piattaforma anche allo Stato italiano, anche per acquistare i diritti d’uso di un’immagine… possiamo farlo anche noi e sopravvivere.

      FunzionarioAmministrativo
      1. Sono contenta che lei gioisca x un argomento così arido. Aggiungo che sono consapevole dell’esistenza di altri mercati elettronici oltre al Mepa, però sono a pagamento! E a quel punto sarebbe danno erariale. Forse dovrebbe mettersi dalla parte delle piccole aziende che non hanno tempo per far contente le pubbliche amministrazioni e perdere ore nella compilazione di inutili moduli e iscrizioni su piattaforme certificate per vendere 100 euro di materiale, perché per loro il tempo è denaro e il loro stipendio non è fisso ma si basa su quello che riescono a vendere.

        Lucia
  2. Buonasera, mi scuso se mi precipito subito a fare una domanda ma onestamente sono un po’ spaesata. Da noi si lavora con affidamenti di poche centinaia di euro (a volte anche meno) e abbiamo sempre lavorato con SmartCIG, utilizzando MEPA quando possibile ma non così di frequente. Mi chiedo… visto il processo di digitalizzazione dell’intero ciclo di vita degli appalti pubblici (e visto che anche cercando online al momento non sono riuscita a trovare una risposta esaustiva sul punto) anche per 50 euro (ma in generale al di sotto dei 5000 euro) dovremo utilizzare il MEPA? E dovremo costringere anche il piccolo ferramenta (per fare un esempio) ad iscriversi sul portale? Ed inoltre, per gli SmartCIG presi entro il 31/12 non è possibile visualizzarli e modificarli da qualche parte? Grazie in anticipo

    Maria Antonietta
    1. Dovrete (dovremo) usare una ‘piattaforma certificata’. Il MEPA è una di queste. In alternativa ci sono piattaforme commerciali, e il piccolo ferramenta dovrà registrarsi su quelle. Gli acquisti in economia sono sempre esclusi, comunque, e anche tutti i casi in cui siamo sotto il limite minimo previsto dallo stesso MEPA settore per settore (ad es. una volta mi pare che per la cancelleria ci fosse una soglia di 200 euro sotto la quale il fornitore poteva rifiutare l’ordine). I vecchi smartcig mi pare impossibile li abbiano cancellati. Credo che saranno visibili da una nuova interfaccia, ma finchè non apre il MEPA non ne avremo certezza.

      FunzionarioAmministrativo
  3. Buongiorno,

    auguro buon anno e ringrazio per l’articolo, come sempre di grande aiuto.
    Mi permetto di fare una domanda: qual è la procedura da utilizzare per prendere gli smartcig?

    Grazie

    Eliana
  4. la mia Amministrazione effettua una buona percentuale degli acquisti annualmente su mercato locale fuori MePA perchè o il valore della fornitura è inferiore alla soglia dei 5.000,00 euro o il bene/prodotto/servizio non si trova sul MePA. In questi casi possiamo continuare ad inviare richiesta di preventivo/lettera di commessa per PEC, ricevendo l’offerta dalla ditta/dalle ditte sempre per PEC o dobbiamo comunque – indifferentemente dalla soglia – utilizzare una piattaforma certificata (anche diversa dal MePA) ? e se non si dovesse trovare un fornitore per la determinata fornitura di beni/servizi/lavori su questa ulteriore piattaforma?

    giovanni
  5. Augurandovi un buon inizio dell’anno, volevo chiedere se è possibile approfondire sull’acquisizione e sull’obbligatorietà del CIG, per importi inferiori alla soglia europea, per acquisti di forniture e servizi, sul Mepa. Se ci sono novità. Inoltre non ho ben chiaro se posso sempre utilizzare il Mepa come portale per gli acquisti di forniture o sono costretta da ora in poi ad utilizzare la Centrale Unica di Committenza, attivata presso l’ente in cui lavoro, poichè capofila con altri comuni non capoluogo di provincia.

    alda graniti
    1. Il cig deve essere acquisito. Sul come, potete usare il Mepa o altre piattaforme equivalenti. Per l’uso della CUC dipende dalla convenzione che avete con la CUC stessa e dal vostro regolamento di contabilità.

      FunzionarioAmministrativo
    1. Nella mia no. So che in qualcuna più ‘delicata’ hanno una card che contiene firma digitale e forse credenziali equivalenti al livello 3, ma non ne sono sicura.

      FunzionarioAmministrativo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.