Mi chiede una collega: “Il mio precedente fornitore di elettricità ha effettuato un conguaglio e siamo a credito di una piccola somma. Avendo già pagato l’ultima bolletta non possiamo compensare questo credito con nulla. Come mi devo comportare?”

Premessa: questo è il metodo che ho sempre utilizzato io (senza contestazioni da nessuno, ma se lo usate non mi assumo la responsabilità di eventuali problemi), se qualcuno vi trova errori o ne conosce di alternativi me lo faccia sapere, sono sempre felice di imparare cose nuove.

Per gli uffici dotati di autonomia la risposta a questo quesito sarebbe banale, dato che possono introitare somme. Un ufficio non autonomo, invece, non può incassare nulla perchè sarebbe una gestione fuori bilancio e quindi vietata.

La soluzione è quindi procedere al versamento al bilancio dello Stato, ma come? La Ragioneria dello Stato mette a disposizione dei cittadini alcune migliaia di codici IBAN per i bonifici all’Erario, quindi si tratta solo di capire quale usare.

Un rimborso di questo tipo è chiaramente un’entrata non riassegnabile, di quelle che rientrano tra le “entrate eventuali e diverse” del singolo Ministero (o eventualmente tra i “rimborsi”, vedete voi, il modo di procedere è lo stesso). Si tratta quindi di capire quest’anno quale sia il capo, capitolo e articolo destinato alle entrate eventuali e diverse del dicastero in questione, il MiBACT.

Per far questo bisognerebbe andare sul sito della Ragioneria dello Stato e spulciarsi il “Quadro di classificazione delle entrate“, ma è un’impresa titanica. Fortunatamente il MiBACT a inizio anno emana sempre una circolare che riassume i principali capitoli di entrata di competenza del Ministero (nel 2017, la n.4 della DG Bilancio) e da essa si vede che il capitolo da usare nel 2017 è il 3680 art. 04.

A questo punto torniamo sulla pagina del sito della Ragioneria dedicato al quadro di classificazione delle entrate, oppure sempre sul sito della Ragioneria, andiamo alla pagina dedicata agli agenti contabili e troveremo tutti i Codici IBAN. Scegliamo tra i vari link presenti quello in cui rientra il capitolo 3680 (…Capitoli da 3598…).

Si aprirà un pdf di molte centinaia di pagine. Per far prima cerchiamo con la funzione ‘trova’ 3680. Visto che ci interessa l’articolo 4, dobbiamo trovare gli IBAN elencati sotto 3680/04.

Fatto questo, scorriamo fino a trovare la regione in cui ha sede il nostro ufficio, e la città in cui si trova la sua tesoreria. Come ogni città, vedremo allora che ha due IBAN corrispondenti a quel capitolo e articolo; quello indicato con CP è l’IBAN da usare se il versamento riguarda fondi di competenza dell’anno in corso, RS (residui) è l’IBAN per i versamenti relativi a fondi di anni vecchi.

A seconda dei casi, basta comunicare l’uno o l’altro alla ditta che deve fare il rimborso, e dirle di fare lì il bonifico. Il conto è intestato a “Banca d’Italia Tesoreria prov.le di …” e la causale da usare è quella del capitolo del versamento: “Capo 29 (questo numero si trova nel pdf degli iban dopo il numero del capitolo) cap. 3680 art. 04 entrate eventuali e diverse del Ministero…”

Questo metodo si può adattare a qualsiasi entrata al bilancio dello Stato, scegliendo il capitolo d’entrata opportuno a seconda del caso. Fanno eccezione i pagamenti dall’estero, che vanno inviati alla tesoreria di Roma Succursale.

Se avete dubbi o domande da sottopormi, lasciate un commento!

 

Per restare informati sui prossimi articoli, iscrivetevi alla newsletter!

 

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.