La sospensione della verifica inadempimenti

Abbiamo visto in altri articoli cosa cos’è la verifica inadempimenti ex art. 48 bis DPR n. 602/1973 (c.d. “verifica Equitalia”), passaggio obbligatorio prima di poter effettuare legittimamente pagamenti di importo superiore ai 5.000 euro.

L’emergenza coronavirus in cui il Paese è precipitato a inizio 2020 ha stravolto l’attività delle imprese come delle pubbliche amministrazioni, causando enormi danni all’economia italiana anche per il blocco di fatto degli appalti. Nonostante la sospensione di vari adempimenti tributari e il differimento di imposte operato dal Governo, molte imprese si trovano in una grave crisi di liquidità e sono impossibilitate a saldare i propri debiti col fisco, incluse le eventuali rateizzazioni già concordate. E’ evidente che, stando così le cose, queste imprese non potrebbero superare positivamente la verifica inadempimenti.

Con il D.L. 34-2020 (c.d. “decreto rilancio”) il Governo ha adottato varie misure per cercare di risollevare le imprese italiane. Abbiamo visto in un altro articolo l’esonero dal versamento dei  contributi in sede di gara d’appalto all’ANAC, oggi parleremo della sospensione della verifica inadempimenti.

L’art.153 del Decreto rilancio stabilisce che:

Nel periodo di sospensione di cui all’articolo 68, commi 1 e 2-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27 non si applicano le disposizioni dell’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Le verifiche eventualmente gia’ effettuate, anche in data antecedente a tale periodo, ai sensi del comma 1 dello stesso articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, per le quali l’agente della riscossione non ha notificato l’ordine di versamento previsto dall’articolo 72-bis, del medesimo decreto restano prive di qualunque effetto e le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ le societa’ a prevalente partecipazione pubblica, procedono al pagamento a favore del beneficiario

La decorrenza

Il “periodo di sospensione di cui all’articolo 68, commi 1 e 2-bis del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18”, tradotto dal burocratese, indica il periodo di sospensione per emergenza Covid-19 dei versamenti all’agente della riscossione (Agenzia delle Entrate) e in concreto riguarda il periodo intercorrente tra l’8 marzo e il 31 agosto 2020.

La sospensione della verifica inadempimenti decorre invece dal 21 febbraio 2020 per i soli contribuenti che, alla medesima data, avevano la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. “zona rossa” (Codogno, Vò e gli altri Comuni indicati nell’allegato 1 del DPCM 1° marzo 2020).

Gli effetti della sospensione

La mancata verifica degli inadempimenti costituisce un vantaggio in primo luogo per le imprese con ruoli scaduti, perchè consente loro di incassare il loro credito nei confronti della pubblica amministrazione indipendentemente dal debito esistente verso l’Erario; indirettamente però avvantaggia anche le imprese in regola, perchè sopprimendo un controllo velocizza l’iter dei pagamenti (sebbene questa sia una delle verifiche più rapide in assoluto).

L’art. 153 del Decreto Rilancio stabilisce che fino al 31 agosto non avvenga la verifica della presenza di inadempimenti verso il fisco. I funzionari potranno quindi pagare gli importi superiori a 5.000 euro prescindendo dal controllo.

Tuttavia potrebbero essere già state effettuate verifiche con esito ‘soggetto inadempiente’ anteriormente all’emanazione del decreto rilancio. In tal caso, gli uffici avranno sicuramente sospeso il pagamento per i 60 giorni canonici, in attesa del pignoramento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Che succede in questi casi?

In base all’art. 153 possono verificarsi due casi:

  1. alla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19 maggio 2020) l’Agente della riscossione aveva già notificato il pignoramento all’amministrazione. In tal caso, non è possibile procedere al pagamento e il pignoramento proseguirà il suo iter.
  2. alla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19 maggio 2020) l’Agente della riscossione non aveva ancora notificato il pignoramento ai sensi dell’art. 72 bis del DPR n. 602/1973. In questo caso la verifica effettuata precedentemente è priva di ogni effetto e per le somme oggetto della verifica le Pubbliche Amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica possono procedere al pagamento in favore del beneficiario, proprio come se fosse risultato “non inadempiente”.

 

 

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4 Comments

    1. Sì, ma io non la effettuerei proprio. In caso di controllo a distanza di tempo magari potrebbero muoverle un rilievo, vedendo che c’era l’inadempienza e dovrebbe motivare. E’ decisamente meglio non controllare proprio, come dice la norma.

      FunzionarioAmministrativo

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