L’Autorità Anticorruzione negli anni ha assommato in sè moltissimi compiti, al punto che ci si chiede come il legislatore possa illudersi che li possa svolgere tutti. Tra i compiti meno noti c’è quello di elaborare “prezzi di riferimento” che talvolta sono obbligatori per le Amministrazioni. Una delle anomalie più evidenti dell’azione amministrativa infatti è la differenza di prezzo che le varie Pubbliche Amministrazioni riescono a spuntare dai fornitori per lo stesso bene.

I prezzi di riferimento in ambito sanitario

Specialmente in ambito sanitario (che costa al contribuente oltre 100 miliardi di euro l’anno) le differenze tra le varie ASL per lo stesso prodotto o servizio sono clamorose e sotto gli occhi di tutti. Nel 2011, quindi, il legislatore ha incaricato (art. 17 del DL 6 luglio 2011 n. 98) l’ANAC di elaborare i prezzi standard in ambito sanitario (per i vari presidi sanitari, i farmaci, le pulizie, la cancelleria degli uffici, i pasti ecc.). Come potete immaginare il lavoro è stato titanico, sia per la difficoltà a reperire i dati, sia per le resistenze del mercato, sia soprattutto per la difficoltà di confrontare tra loro prodotti non perfettamente identici. Nonostante questo, l’Autorità è riuscita ad elaborare un documento contenente i prezzi “giusti” (intendendo quelli che garantiscono il giusto equilibrio tra qualità del prodotto e prezzo pagato, qui potete leggere un articolo illuminante sull’argomento) per ogni prodotto e ad aggiornarlo periodicamente (se vi interessa, potete consultarlo qui).

Tuttavia non è riuscita ad imporne l’uso. Viste le resistenze incontrate, infatti, i prezzi ANAC in ambito sanitario sono -come dice il nome- solo un “riferimento”, una indicazione per chi procede agli acquisti, un segnale di possibili sprechi, distorsioni del mercato o anche illeciti, ma nulla più.  L’Autorità evidenzia continuamente quanto si risparmierebbe se tutti li adottassero, ma ad oggi questi prezzi non sono obbligatori, perchè il legislatore non si decide a imporli agli enti del Servizio Sanitario Nazionale.

I prezzi di riferimento in ambito non sanitario

Nel 2014 però il legislatore ha esteso la disciplina dei prezzi di riferimento anche al di fuori dell’ambito sanitario. Il DL 66 del 2014 infatti ha previsto, all’art. 9, che l’Autorità debba fornire alle amministrazioni pubbliche una “elaborazione dei prezzi di riferimento alle condizioni di maggiore efficienza di beni e di servizi, tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico della pubblica amministrazione.”

Questi prezzi di riferimento “sono utilizzati per la programmazione dell’attività contrattuale della pubblica amministrazione e costituiscono prezzo massimo di aggiudicazione… I contratti stipulati in violazione di tale prezzo massimo sono nulli”.

Quindi, a differenza del settore sanità, l’utilizzo dei prezzi di riferimento ANAC elaborati per il settore non sanitario è obbligatorio (sempre che non ci siano convenzioni CONSIP o simili per lo stesso prodotto) e sanzionato con la nullità dei contratti che se ne discostano!

Non è una sanzione da poco, ma ben pochi uffici sono a conoscenza di questo obbligo e -soprattutto- pochi uffici di controllo ne verificano l’effettivo utilizzo e sanzionano chi lo ignora. Vediamo allora per quali prodotti esistono prezzi di riferimento.

Il prezzo di riferimento per la carta in risme

Ad oggi, l’unico prezzo di riferimento pubblicato dall’Autorità è quello per la fornitura di carta in risme. Perchè proprio questo prodotto? Semplice, perchè come prescrive la legge è un prodotto di larghissimo uso (e conseguente costo) ed al contempo è il più semplice da confrontare. A differenza di altri prodotti, che possono differire in dimensioni, composizione e mille altri parametri, la carta in risme è altamente standardizzata.

Di conseguenza, l’Autorità da anni ne pubblica il prezzo di riferimento, la cui ultima versione (del 30 settembre 2020) è disponibile a questo link. Nell’allegato alla delibera viene spiegato come calcolare il prezzo a seconda delle (poche) variabili del caso concreto, ad es. l’area geografica, la quantità ordinata, la consegna al piano o meno… Visto che la formula può sembrare complicatissima da applicare, l’ANAC pubblica un foglio di calcolo che produce automaticamente il valore del prezzo di riferimento. Lo potete trovare nella mia pagina Schemi e modelli con la relativa spiegazione.

Una volta eseguito il calcolo, il prezzo risultante sarà per voi il limite massimo di aggiudicazione della gara, anche nel caso di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Analogamente, se acquistate in economia sul MEPA dovreste prestare attenzione al prezzo, perchè non è detto che i prodotti presenti a catalogo siano tutti conformi al prezzo ANAC. Se invece ci cono convenzioni attive, come detto potete aderire a quelle senza preoccuparvi di nulla.

Ricordate che questo prezzo non è lo stesso su tutto il territorio nazionale e che viene aggiornato ogni anno, solitamente in settembre.

 

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2 Comments

  1. help,ho u n quesito di ammministrazione locale y trasparenza o anac,,può,,un consiliare oggi ex ex vicepres consiglio comune di vercelli,,,ex fratelli d italia,destituito sia dal partito,,,e dal sindaco avv corsaro anci,,vc,,orbene siede ancora tra i banchi,,il,,consiliare giuseppe cannata,senza partito incarico etc e salva il,sindaco,2 volte da cadere il,, comune vc,,ora e chiamato pino il bagnino,ok,,,io,credo che uno non può,,sedere in un cinsiglio comunale di prepotenza senza legge perchè,,in fin dei corte dei conti,,fà,,piacere al sindaco,,che ha già,,perso 2 consiliare ,,di maggioranza ,etc un vulnus di democrazia locale e inciviltà,,,amministrativa che anche il,prefetto utg vercelli,tace e noo,,io,piccono non ci stò,,,matteo la cara da vercelli,

    1. Non sono sicura di avere ben capito il quesito. Ma se mi sta chiedendo se un consigliere comunale cacciato dal partito può mantenere il suo posto in consiglio, sì. Come lo conserva un consigliere regionale, un parlamentare ecc.

      FunzionarioAmministrativo

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