La verifica antimafia negli appalti

Abbiamo visto in questo articolo cos’è la documentazione antimafia. Il caso più frequente in cui capita di richiederla (vi rimando comunque al D.Lgs. 159-2011 per tutte le casistiche possibili) è la stipula dei contratti d’appalto. Non tutti i contratti, però, solo alcuni.

L’art. 83 del decreto 159 stabilisce infatti che “le pubbliche amministrazioni … devono acquisire la documentazione antimafia … prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici…” e continua precisando che la documentazione non è richiesta “per la stipulazione o approvazione di contratti e per la concessione di erogazioni a favore di chi esercita attività agricole o professionali, non organizzate in forma di impresa, nonché a favore di chi esercita attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale, per i provvedimenti gli atti ed i contratti il cui valore complessivo non superiori a 150.000 euro”.

Quindi, un primo punto fermo è che di regola la documentazione antimafia non va chiesta sotto i 150.000 euro. E’ inutile dire che il frazionamento dei contratti per restare sotto questo importo è vietato.

I settori a rischio infiltrazione

C’è però un’eccezione: l’ art. 1, co. 52 del D.Lgs. 190/2012 stabilisce che per le attività imprenditoriali a maggior rischio di infiltrazione mafiosa la comunicazione e l’informazione antimafia sono da acquisire indipendentemente dalle soglie di importo e non con la modalità ordinaria bensì tramite la consultazione della c.d. “white list” (“apposito elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa … istituito presso ogni prefettura. L’iscrizione nell’elenco è disposta dalla prefettura della provincia in cui il soggetto richiedente ha la propria sede”).

I settori ‘a rischio’ sono elencati nell’art. 53 della L. 190 e sono:

  1. trasporto di materiali a discarica per conto di terzi
  2. trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;
  3. estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
  4. confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
  5. noli a freddo di macchinari;
  6. fornitura di ferro lavorato;
  7. noli a caldo;
  8. autotrasporti per conto di terzi;
  9. guardiania dei cantieri.

Quando effettuare la verifica

L’art. 91 del D.Lgs. 159 stabilisce che la richiesta dell’informazione antimafia deve essere effettuata attraverso la banca dati nazionale unica al momento dell’aggiudicazione del contratto ovvero trenta giorni prima della stipula del subcontratto, in ogni caso “prima” della stipula.

 

Segue: Chi sottoporre a verifica antimafia

 

 

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