La migrazione dei beni mobili da GECO a INIT

La migrazione dei beni mobili da GECO a INIT

La migrazione dei beni mobili da GECO a INIT

Come avevo spiegato in precedenza, l’arrivo del 2022 avrebbe portato con sè una novità epocale, ossia l’obbligo di utilizzare INIT per i consegnatari degli uffici delle amministrazioni dello Stato. Come annunciato dalle circolari della Ragioneria dello Stato, infatti, tutti i consegnatari avrebbero dovuto dismettere i vecchi sistemi e iniziare a usare INIT dal 1 gennaio 2022.

Gli utilizzatori di GECO sarebbero stati i primi a veder transitare i loro beni mobili sul nuovo sistema. Le circolari erano molto rassicuranti nell’informare che la migrazione sarebbe stata del tutto automatica.

Per diverso tempo però questo annuncio non si è tradotto in nulla di concreto. GECO non si poteva più usare, ma in INIT non compariva nulla di ciò che era registrato nel vecchio inventario.

Da qualche giorno però c’è una novità: è iniziata la migrazione dei beni mobili da GECO a INIT.

Su GECO infatti ci sono diversi messaggi, anche estremamente evidenti come questo

migrazione dei beni mobili da GECO a INIT

 

che avvisano che la migrazione è in corso.

Gli uffici sono stati divisi in gruppi, presumo per data di validazione delle operazioni da parte delle Ragionerie, o forse per numero di beni in carico, e appunto per gruppi i loro beni stanno transitando in INIT.

Come avviene la migrazione

Il MEF sta mantenendo le promesse. La migrazione è del tutto automatica, i consegnatari che usavano GECO non devono fare nulla. I dati passeranno da soli dal vecchio al nuovo sistema e i beni mobili compariranno con descrizione, numero, valore ecc. nel database di INIT.

Questa è una buona notizia.

La cattiva notizia è che il MEF non comunica (quasi) null’altro. I consegnatari non ricevono alcuna notifica (tipo via mail) sul fatto che la migrazione del loro ufficio è iniziata e (verosimilmente) neppure sul suo esito. Di sicuro INIT non dà avvisi (le notifiche non le ha per nulla, la gestione dei beni non fa eccezione), GECO dà quasi solo il messaggio che avete visto su.

Quindi subentro io a provare a fare un pò di chiarezza.

Quali uffici stanno migrando

In GECO c’è l’elenco degli uffici oggetto delle diverse tranche di migrazione. Per scaricarlo dovete andare in Documenti, ossia qui:

Oppure, se siete pigri, potete scaricare direttamente i pdf da questi link qui sotto.

Attenzione, stavolta non spedirò via mail i file a chi me li chiede perchè penso che sareste troppi. Se non riuscite a scaricare i file, usate Chrome o Firefox o provate da casa. La rete del vostro ufficio potrebbe avere delle impostazioni di sicurezza che non fanno andare a buon fine il download, ma da un altro browser o pc riuscirete. Altrimenti scaricateveli da GECO.

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Nei pdf c’è l’elenco degli uffici che migrano, in ordine sparso. Fate una ricerca per nome per vedere se ci siete anche voi.

Gli uffici sono stati divisi in due tranche. Chi non c’è, per ora non migra.

Dal momento in cui compare l’avviso che la migrazione del vostro ufficio è in corso, nessuna operazione compiuta su GECO sarà registrata in INIT, quindi bisogna stare fermi. Quali modifiche si potevano ancora fare su GECO, vi chiedete? Gli spostamenti dei beni tra stanze. Anche quelli, consiglio di non farli più su GECO perchè si rischia seriamente di doverli rifare in INIT.

Come capire se i beni sono migrati o no

Avete scaricato il file della prima o seconda tranche, avete visto che il vostro ufficio c’è. Come fare per vedere se la migrazione è riuscita, se ci sono errori eccetera? Bisogna andare su INIT e cercare.

Premessa: siete in tanti a chiedermi aiuto su INIT, ma io per prima ho ancora le idee confuse su come funzioni la sezione consegnatari. Il mio ufficio poi è particolare e segue procedure diverse da quelle ordinarie. Quindi non dò molte istruzioni

  1. perchè io per prima non ne ho
  2. perchè il sistema è molto complesso anche per me, e varie cose non le ho ancora capite
  3. perchè le cose che mi hanno detto di fare potrebbero essere (in qualche caso so già che sono) diverse da quelle che devono fare gli altri

Quindi, NON prendete per oro colato le istruzioni che vi dò, e se vedete che sapete muovervi meglio di me, mandatemi i vostri schemi-appunti-suggerimenti e li metterò a disposizione degli altri consegnatari. Se ci aiutiamo a vicenda forse riusciremo a venire a capo del misterioso INIT.

Detto questo, il mio ufficio è nella prima tranche. Come ho fatto a vedere se la migrazione era stata completata o no?

Ho cercato una funzione di reporting da cui vedere la giacenza generale, ed ho visto che c’è una sezione “Reporting contabilità cespiti”:

Qui dentro ci sono varie “tile” da cui si potrebbero estrapolare le giacenze. Io ho selezionato “stampa mod.98 C.G.

Poi dentro la tile ho inserito l’anno 2022 (perchè immagino che lo storico, quindi il 2021, non venga migrato), una categoria che so di avere, e per scrupolo ho messo un asterisco nella classificazione SEC. Quindi ho cliccato Eseguire in basso.

Il sistema, dopo un pò di elaborazione, ha prodotto il mod. 98 CG che i consegnatari ben conoscono, che nella giacenza iniziale riportava zero su tutta la linea. Dal che deduco che la migrazione del mio ufficio non è ancora avvenuta (GECO dice che si completerà il 30 maggio), perchè altrimenti dovrei vedere un bel pò di dati. La controprova ce l’avrò in giugno, quando rifarò l’interrogazione. Se ancoranon risulterà nulla chiederò all’assistenza (perchè magari ho inserito parametri sbagliati, i beni ci sono e non li vedo per un mio errore).

Probabilmente ci sono modi migliori per vedere quel che vorrei, ma per ora ho trovato questa via. Benvenuto ogni suggerimento aggiuntivo.

Il mio ufficio non c’è!!

Cosa succede se non siete nei due elenchi?

Una precisazione importante. Dalle mail che sto ricevendo vedo che molti non hanno capito una cosa: non basta aver fatto la chiusura del 2021 su GECO per essere in regola al 100%. E’ essenziale avere anche completato il rinnovo inventariale e avere ottenuto il relativo visto dalla Ragioneria. La sola chiusura del 2021 come approvato in GECO se non avete predisposto il rinnovo non basta (e chi l’ha fatta deve ricevere -solitamente via pec- dalla Ragioneria la documentazione del rinnovo inventariale vistata, ossia firmata digitalmente per visto di approvazione).

Quindi, non tutti gli utenti GECO migrano adesso. Se vedete i file, sono molti uffici ma non decine di migliaia. E’ possibile che il vostro ufficio non compaia tra quelli che migrano perchè avete problemi con la Ragioneria nella chiusura del 2021. In tal caso la migrazione non si avvierà di certo. Non c’è nulla di strano in questo, penso che gli esclusi siano veramente moltissimi! Chi non ha chiuso il 2021 su GECO, non migra .

Se invece avete chiuso il 2021 (approvato) e non avete fatto il rinnovo inventariale (o lo avete fatto ma non ve l’hanno approvato) la questione è più complicata. In teoria avevano detto che poteva essere accordata una proroga in casi eccezionali, ma non conosco nessuno che l’abbia chiesta ed abbia ottenuto risposta. Che succederà ai consegnatari che hanno chiuso il 2021 ma non il rinnovo? Migrano adesso e fanno il rinnovo su INIT? Gli faranno fare il rinnovo su GECO e li migreranno poi? Non ho idea.

E cosa succede a chi usava software diversi da GECO o PIGRECO? Le circolari dicevano che per trasferire i beni in INIT bisognava caricare i beni in GECO e poi da lì sarebbero stati trasferiti in INIT. Spero esca una circolare su questo, immagino che prima concludano il trasferimento degli utenti ex GECO poi comincaranno a lavorare su questo tema. In INIT ho visto un “Download template” che mi puzza tanto di template per GECO, ma che non porta a nulla. Vedremo.

Visto che brancoliamo nel buio, potete scrivere nei commenti o sul forum le informazioni di cui siete a conoscenza, a beneficio di tutti.

In ogni caso, tutti indistintamente possono usare INIT anche se i beni non sono ancora migrati da GECO o altri sistemi. I nuovi beni si possono  prendere in carico su INIT, avranno un numero provvisorio e quando sarà caricato il vecchio inventario saranno rinumerati in coda ai vecchi beni. Almeno così dicevano le circolari MEF.

 

 

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