Dove chiedere il CIG nel 2024

Dove chiedere il CIG nel 2024

Dove chiedere il CIG nel 2024

Da molti anni i funzionari amministrativi e tecnici sanno come e dove chiedere il CIG per gli appalti, di qualsiasi importo. Hanno imparato a usare l’agile piattaforma Smartcig per quelli fino a 40.000,00 euro e (con qualche difficoltà) SIMOG per quelli di importo superiore. Bene o male era diventata una routine che faceva perdere una quantità di tempo tutto sommato accettabile.

Dal 1 gennaio 2024, a causa della digitalizzazione del ciclo integrale degli appalti, però, è cambiato tutto. Smartcig è stato dismesso e anche Simog ha letteralmente i giorni contati. Sebbene la rivoluzione fosse attesa da mesi, le prime comunicazioni (non chiarissime) con un minimo di concretezza da parte di ANAC si sono viste solo a metà dicembre 2023; le nuove piattaforme (decisamente astruse) addirittura dai primi giorni di gennaio e senza alcun tipo di anteprima sul loro aspetto o formazione sul loro uso prima della loro messa in opera.

Si comprende quindi lo spiazzamento generale che c’è stato a tutti i livelli (dalle ASL alle università ai Ministeri agli enti locali) e l’enorme rallentamento delle attività di procurement in ogni amministrazione. In questo articolo cercherò di fare un pò di chiarezza su dove chiedere il CIG e sulle principali novità del nuovo sistema.

Perchè è cambiato tutto

Il codice dei contratti ha previsto nel Libro I Parte II (art. 19 e ss.) la digitalizzazione del ciclo dei contratti. La ragione è meritoria: prima ogni stazione appaltante doveva compilare mille monitoraggi, contattare varie piattaforme, ripetere la digitazione di dati es. chiedere il CIG all’ANAC poi copiarlo nel MEPA (o altra piattaforma), caricare la programmazione di qua, poi la trasparenza dei contratti di là, e il MIP e il CUP e via di acronimi. Ogni operatore economico aveva a che fare a sua volta con varie piattaforme, si interfacciava con più stazioni appaltanti e banche dati, rispondeva agli stessi quesiti mille volte.

Per migliorare il lavoro di tutti si va a creare un’unica enorme base dati, la Banca Dati Nazionale degli Appalti, che diventa (dovrebbe diventare) l’unico terminale di tutti. Attraverso le piattaforme le stazioni appaltanti interrogano la BDNA, che si interfaccia in via telematica (quindi automatica, veloce e senza errori) con il resto del mondo (Prefetture, ANAC ecc). L’operatore economico si interfaccia con la BDNA solo per caricare una volta per sempre (o quando cambia qualcosa) i suoi documenti nel nuovo FVOE, e con le varie piattaforme di approvvigionamento per rispondere agli inviti a gara, e basta.

Più in particolare, il CIG si chiede da dentro le piattaforme, che comunicano direttamente con ANAC (più in particolare con la sezione PCP-Piattaforma Contratti Pubblici, che rilascia i CIG) e acquisiscono il dato.  Nessun contatto diretto ANAC-stazioni appaltanti.

Una situazione tipo questa:

dove chiedere il CIG nel 2024

In teoria una enorme semplificazione del lavoro di tutti, basta copincolla del CIG da ANAC a MEPA, basta che so, personale dell’Agenzia Entrate che deve mandare lo stesso documento sulla stessa ditta a 40 stazioni appaltanti diverse a distanza di una settimana, e così via semplificando.

Cos’è andato storto

Come sa chiunque si occupi di appalti, però, questo scenario idilliaco non si è verificato. A gennaio 2024 il sistema si è incartato malamente (già) sul primo e più banale passaggio, la richiesta del CIG (e solo Dio sa se nei successivi l’interoperabilità andrà meglio, nessuno ha ancora avuto la gioia di provare il FVOE 2.0).

Il problema centrale, ad avviso di chi scrive, è che chi materialmente ha creato le nuove interfacce delle piattaforme di approvvigionamento non si è confrontato con chi le avrebbe dovute usare. Ha complicato tutto con inutili passaggi e ruoli. Non ha dimensionato correttamente il nuovo sistema. E se questo non bastasse, è arrivato tremendamente lungo sui tempi rilasciando un sistema acerbo.

Il risultato è che non ci sono sufficienti (e chiari) manuali e tutorial, i call center scoppiano (e non sanno rispondere), le interfacce sono un caso da manuale di come NON si crea un’interfaccia intuitiva e usabile, e quando le piattaforme si collegano alla BDNA spesso vanno in crash. L’inevitabile conseguenza è la quasi paralisi degli appalti, perchè la richiesta dei CIG è un passaggio obbligato, un collo di bottiglia che non si può saltare. A meno di non trovare scuse per non chiedere proprio il CIG, ed infatti è partita la caccia alle eccezioni.

Di fronte a questo caos ANAC ha fatto un parziale passo indietro con il gesuitico comunicato del 10 gennaio, che però è una toppa peggiore del buco e vedremo perchè.

Il periodo transitorio

Prima di leggere il comunicato del 10 gennaio, però, devo segnalarvi la delibera 582 del 13 dicembre 2023, che essenzialmente illustra il regime transitorio (per i prossimi mesi) e spiega (dovrebbe spiegare, che non è molto chiaro) dove si chiede il CIG dal 1 gennaio 2024.

In questa delibera essenzialmente si danno queste regole:

  • regola base, generale = il CIG si chiede solo in modalità di interoperabilità (ossia, passando dalle piattaforme di approvvigionamento, saranno loro a interfacciarsi con la PCP e ottenere il CIG)
  • prima eccezione = si può ancora usare SIMOG per perfezionare i CIG delle procedure i cui bandi o avvisi siano stati pubblicati o le cui lettere di invito sono state inviate entro il 31 dicembre 2023 (se si inserisce una data successiva il CIG sarà rilasciato, ma cancellato in 48 ore)
  • seconda eccezione = solo fino al 30 giugno si può usare direttamente la PCP (saltando le piattaforme) in alcuni casi specifici e cioè
  1. adesione ad accordi quadro e convenzioni i cui bandi siano stati pubblicati entro il 31/12/2023
  2. ripetizione di lavori o servizi analoghi ex art.76, comma 6, del codice previste dalla documentazione di gara originaria relativa a procedure pubblicate prima del 31/12/2023
  3. acquisizione del CIG ai soli fini della tracciabilità (sono le ipotesi di in cui si chiedeva lo SmartCIG senza limiti di importo)
  4. fattispecie previste dalla delibera 214/2022 e successivi aggiornamenti (per aggiungere entropia, una settimana dopo la delibera 582, l’ANAC ha abrogato questa delibera 214/2022 sostituendola con la delibera 584/2023 di cui parlo più sotto)
  5. (vedi sotto, appalti fino a 5.000 euro, fino al 30 settembre)

Quindi in alcuni casi, fino al 30 giugno, era stata introdotta la possibilità di chiedere il CIG fuori dalle piattaforme, e di continuare a usare SIMOG per alcune convenzioni e gare bandite nel 2023.

Il punto critico di questa delibera era (è) che non prevedeva alcuna differenza sulla modalità di richiesta del CIG legata all’importo dell’appalto (questo perchè sono le piattaforme stesse, a seconda dell’appalto, a chiedere meno dati per i piccoli appalti). E soprattutto che non diceva chiaramente se rimaneva o meno in vigore l’art. 1, co. 450 della legge 296 del 2006, che esentava gli appalti sotto i 5.000,00 euro dall’uso di piattaforme elettroniche.

La mini-retromarcia ANAC del 10 gennaio

Il nuovo sistema di richiesta dei CIG (parlo essenzialmente di MEPA, ma anche la PCP come vedremo non è meglio) è macchinoso e fa perdere tantissimo tempo. Rispetto al precedente smartcig, la nuova procedura a parità di importo dell’appalto richiede almeno il triplo del tempo (a essere generosi).

Davanti a queste tempistiche il funzionario solerte si mette in discussione e pensa: “forse ho capito male io. Non è possibile che questo delirio sia necessario anche per comprare 3 risme di carta o per la riparazione del bagno della scuola da 1.000 euro. Sicuramente posso ancora evitare di passare dal MEPA per gli acquisti da 5.000 euro, e per quegli acquisti ci sarà un modo alternativo e più semplice di chiedere il CIG”. E scrive un quesito all’ANAC per averne conferma.

L’ANAC, sommersa di quesiti, il 10 gennaio se ne esce con un comunicato in cui non solo non si assume nessuna responsabilità per il disastro causato (venendo giustamente insultata da tutti i commentatori tecnici che si leggono in rete) ma non chiarisce neppure tutti i dubbi, aggiunge solo all’elenco visto sopra il quinto caso in cui si può chiedere il CIG (fino al 30 settembre) “anche” attraverso l’interfaccia web della PCP: gli appalti fino a 5.000 euro.

Di fronte a questo comunicato molti commentatori hanno semplificato il concetto in “torna lo smartcig”, o “ecco la deroga alla digitalizzazione” aggiungendo confusione a confusione, perchè molti funzionari hanno pensato che l’ANAC avesse resuscitato lo smartcig e autorizzato a continuare gli affidamenti fuori piattaforme digitali. Non è così! Se andate a cercare il sito smartcig non lo trovate, se pensate che sia scritto nero su bianco che potete fare contratti sotto i 5.000 euro con PEC, non c’è scritto da nessuna parte!

Ma allora, qual è il senso del comunicato ANAC? NB, secondo me, che non posso certo dare interpretazioni autentiche delle parole dell’ANAC!

A mio avviso, nel suo comunicato ANAC ha fatto un pilatesco esercizio di equilibrismo. Avrebbe dovuto (forse l’ha fatto e non è riuscita a ottenerlo) chiedere  per tempo al legislatore una proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di digitalizzazione perchè i sistemi non erano pronti. Questa proroga non c’è stata, quindi ANAC non essendo il Parlamento NON PUO’ DIRE CHE NON SI DEVE PASSARE DAL MEPA! Non può dire che ci sono casi in cui la digitalizzazione degli appalti non opera! Non è una decisione che dipende da lei. Il codice non fa eccezioni alla digitalizzazione.

Il massimo che ANAC può dire è quale piattaforma usare per chiedere il CIG. E per il momento, la soluzione che ha trovato è stato autorizzare temporaneamente per i contratti sotto i 5.000 euro l’uso diretto della PCP (piattaforma contratti pubblici). Ma così facendo non risolve nulla, perchè

  1. la PCP è astrusa come il MEPA
  2. le piattaforme (fino a quando non saranno aggiornate) non sono predisposte per accettare CIG generati altrove. Quindi il risultato paradossale è che se mi reco sulla PCP e genero un CIG, poi non lo potrò inserire nel MEPA, che mi propone le maschere di creazione come se dovessi crearlo ex novo.

Il risultato è che DI FATTO (per ora) mi trovo a poter usare quel CIG legittimamente creato sulla PCP soltanto fuori piattaforma, quindi implicitamente visto che mi autorizzano a generare CIG fuori MEPA, dato che quel CIG deve servire a qualcosa lo devo necessariamente usare fuori MEPA, ad es. in una lettera d’incarico via PEC. Altrimenti l’autorizzazione a usare la PCP sarebbe senza alcuna utilità pratica. Ma, ripeto, è tutto implicito, non detto apertamente.

Quindi il funzionario/dirigente si assume lui la responsabilità di scegliere se andare sul MEPA (o piattaforma equivalente) per chiedere il CIG e fare l’affidamento restando 100% in regola (ma perdendo un sacco di tempo), o se chiederlo nei casi visti sopra su PCP e poi fare un affidamento fuori piattaforma, rischiando ricorsi e rilievi.

In quali casi si deve chiedere il CIG nel 2024

Davanti alla complessità delle piattaforme, in molti hanno cominciato a chiedersi “ma siamo proprio sicuri che devo chiedere il CIG?” Cari lettori, non è cambiato nulla.

Dove andava chiesto prima, va chiesto ancora. Non è cambiato il quando, è cambiato solo il come.

L’ANAC, per fare chiarezza, ha riassunto i casi particolari in cui il CIG non va chiesto (o va chiesto solo per tracciabilità) in una ulteriore delibera di dicembre 2023, la 584 del 19 dicembre.  Con la delibera 585 infine ha aggiornato le linee guida sulla tracciabilità dei flussi finanziari (essenzialmente, ha chiarito che non si chiede il CIG tra pubbliche amministrazioni ma se a valle del trasferimento di fondi si danno incarichi a privati, quelli vanno tracciati; il resto praticamente è invariato).

Leggetele attentamente e se il vostro appalto non rientra nei casi in cui è scritto chiaramente “CIG: NO”, dovete rassegnarvi.

A breve immagino che le piattaforme saranno aggiornate e permetteranno di digitare manualmente il CIG preso dalla PCP e proseguire con l’acquisto/trattativa, ma anche così resterà il problema di fondo: come fare se l’operatore economico desiderato non ha intenzione di iscriversi in piattaforma. Questo dilemma l’ANAC non se lo pone, e forse neppure deve farlo.

E’ il legislatore che dovrebbe dire chiaramente, una volta per tutte, se veramente vuole che TUTTI gli appalti senza eccezioni passino dalle piattaforme e se vuole che ogni operatore che non intende usare le piattaforme sia escluso senza appello dalla possibilità di contrarre con la PA. E’ il legislatore che deve dire se l’interesse a tracciare anche l’acquisto da 1.000 euro prevale sulla speditezza (e l’economicità) degli affidamenti. O se invece l’interesse pubblico sia quello di procedere velocemente, almeno per gli appalti minuscoli, creando quindi una zona grigia non soggetta alla tracciabilità (no CIG, no piattaforme).

Fino a quando questo equivoco non sarà risolto (e spero che finalmente qualcuno si assuma la responsabilità politica di farlo) rimarremo in un limbo in cui la legge dice cose illogiche e l’ANAC non sa che pesci prendere.

Tutto questo potrebbe passare in secondo piano se solo le piattaforme che bisogna usare fossero agili e usabili, ma così non è, come vedremo in questo articolo dedicato alla richiesta del CIG sul MEPA.

 

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47 Comments

  1. grazie! sono tre gg che mi arrovello e ….pesno malissimo di chi ha attuato questa riforma che anzchè snellire rallenta in modo assurdo tutto.
    proverò sulla PCP per i cig per gli acquisti inferiori a 5000 euro.
    grazie ancora

    sabrina
  2. Io sono riuscita a prendere il CIG per importi sotto i 5000 (affidamento diretto) passando da anac – pcp – utilizzando la scheda AD5 – il rilascio del CIG è immediato, ma non può essere modificato in alcun modo (es. correggere l’importo).

    Il grosso del problema è l’acquisizione del CIG per acquisiti, anche piccoli, su Mepa. il sistema aveva già perso tutta la sua efficienza nella prima revisione di qualche anno fa, adesso è definitivamente inutilizzabile! Con questo nuovo passaggio il CIG sembra poter essere richiesto solo dal punto ordinante, il quale deve compilare tante schede (con tutte le criticità su evidenziate). Una modifica che non riesco a spiegarmi e che sembra poco coerente con le funzioni del PI che in quanto responsabile del procedimento dovrebbe solo sottoporre l’atto al PO e non già obbligarlo a fare ulteriori e complessi passaggi prima di firmare l’ordine. Nel precedente sistema esisteva, nelle varie procedure di profilazione, la funzione di delega da PO a PI, non so se sia ancora prevista e in che termini. Qualcuno ci ha provato?

    barbara
    1. Credo che sia possibile per il PO inserire i dati del PI (o altro soggetto) come ‘gestore schede anac’, e a quel punto se il soggetto designato entra e sceglie quel ruolo dovrebbe poter chiedere lui il cig. Così mi hanno detto. Ma è talmente macchinoso che tanto vale che faccia tutto il PO. Concordo sull’assurdità del tutto.

      FunzionarioAmministrativo
  3. Grazie mille come sempre delle utilissime informazioni, condivido al 100% il contenuto del messaggio e, purtroppo, condivido anche le problematiche sollevate.
    Una aggiunta: ho sentito/letto diversi commenti sul fatto che non fosse stato abrogato l’art. 1 comma 450 della L. 296/2006, che quindi vi fosse la possibilità di acquistare fuori piattaforma digitale sotto i 5.00 euro. Da quello che intendo io in realtà non c’è necessità di abrogare perché quel comma dava l’obbligo per gli affidamenti >5000 euro di affidare tramite piattaforme digitali (e, per esclusione, la prassi voleva che sotto i 5000 euro si affidasse fuori per semplicità), ma semplicemente ora l’obbligo è esteso a TUTTI gli affidamenti, senza nessun limite di importo.

    Simone DD
  4. Lo sforzo di semplificazione operativa è apprezzabilissimo. La gestione del progetto risente della complessità dello stesso. Un periodo di disservizi e di assetamenti è inevitabile. Certo, personalmente trovo infelici già molte delle modifiche fatte qualche anno al Mepa e mai rientrate e non vorrei che adesso si ripeta lo stesso copione. Però…. eeeeh… per me c’è un però…. ME NE VADO IN PENSIONEEEEEEE!!!! E auguri di buona fortuna a chi resta, specialmente con le procedure PNRR!!!

    Vincenzo
    1. Su SIMOG, poi vanno inseriti manualmente dentro a MEPA, cosa fattibile usando il vecchio ambiente (così mi scrivono, non ho provato personalmente)

      FunzionarioAmministrativo
  5. Sul Mepa la SA dove lavoro, per 2 affidamenti differenti di importo superiore a 5.000 euro è riuscita ad ottenere i 2 CIG, il RUP è riuscito a pubblicare sulla PCP i dati e la RDO sul Mepa. Il problema è che entrambe i CIG non sono visibili sulla BDNCP. Abbiamo contattato sia consip e non sanno cosa dirci, e scritto 2 volte a contact center dell Anac per segnalare questa cosa ma nulla non risponde nessuno. Sembra come se le due piattaforme non dialogassero quando si clicca pubblica su PCP. Altro problema la funzionalità FVOE 2.0 sulla piattaforma non è ancora abilitato. Qualcun’altro ha riscontrato le stesse cose? Saluti.

    Pigno
    1. Mi sono arrivate diverse segnalazioni di mancato colloquio tra le piattaforme, confermo il suo problema. Speriamo siano difetti di gioventù. Il FVOE in teoria è stato attivato, ma non conosco nessuno che lo abbia ancora usato, men che meno da MEPA. Se riesce mi faccia sapere che sono curiosa.

      FunzionarioAmministrativo
  6. Come ci si deve comportare se si deve affidare un servizio a un soggetto che è in pensione o che non è un operatore economico, che esegue il servizio come prestazione occasionale?
    Devo “obbligarlo” a registrarsi su piattaforma, dotarsi di firma digitale e affidare come un normale altro affidamento? Premessa che fino a prima della digitalizzazione, non veniva richiesto il CIG per questi casi.
    Grazie mille se qualcuno mi indirizza come fare.

    Matteo
    1. Formalmente l’ANAC non ha scritto nulla che modifichi la sua posizione precedente di non tracciabilità. MA. Dal 1 gennaio mi pare che la situazione sia molto più rigida che in passato, nel senso che lo stare fuori dalle piattaforme digitalizzate pare sempre più un’eccezione (quindi solo sotto i 5.000 euro e fino alla data fissata) e la non tracciabilità pure (vedi la news ANAC “Ogni trasferimento di denaro deve essere tracciato”) Quindi non sarei più così tranquilla nel dire che si può affidare a soggetti non in piattaforme e come prestazione occasionale e senza cig…

      FunzionarioAmministrativo
      1. Grazie mille per la risposta. Sono d’accordo con la sua posizione e come SA noi abbiamo iniziato a procedere anche su piattaforma per ogni contratto anche di prestazione occasionale. Grazie per i preziosi contenuti di questo sito, punto di riferimento che mi auguro continui a crescere. Buon lavoro.

        Matteo
  7. Buongiorno,
    la mia domanda è: dopo quanto tempo dovrei riuscire a vedere un cig “staccato” su PCP dentro Analytics nel portale della trasparenza ANAC ? Ad esempio il fatto di non vederlo dopo una settimana potrebbe indicare che qualcosa è andato storto oppure questa piattaforma Analytics non sarà più alimentata? Grazie, Francesca

    Francesca
    1. La piattaforma è alimentata eccome, tanto che si possono tranquillamente vedere cig di due giorni fa. Però ho sentito storie discordanti, da gente che lo vedeva dopo pochi minuti dal rilascio a gente che ritrovava il suo appalto qualche giorno dopo… con un cig diverso!! Di sicuro ci sono problemi di colloquio tra le piattaforme (specie MEPA, purtroppo) e ANAC. Provi a cercare il suo appalto con altri filtri e se non lo trova scriva all’assistenza per sicurezza.

      FunzionarioAmministrativo
  8. ma l’equivalente del “vecchio” smart cig per importi inferiori a € 40.000 è da ritenersi solo per quelli inferiori a € 5.000? Ossia, per un affidamento di una fornitura di € 5.200 si deve fare, sino al termine del 30 giugno, la procedura del simog?

    Alessandro
    1. No. Per forniture sopra i 5.000 euro si deve prendere il NUOVO cig, dalle piattaforme (salvo i pochi casi in cui si può usare la PCP)

      FunzionarioAmministrativo
  9. 1) Per tutti gli acquisti del PNRR superiori a 5.000,00 bisogna prendere il SIMOG o il CIG?
    2) Gli acquisti devono anche in questo caso essere fatti attraverso piattaforma PAC quali Mepa o similari?
    3) Nell’ipotesi che per l’acquisto di cui sopra si prenda il SIMOG e si acquisti attraverso MEPA dove inserisco il SIMOG in piattaforma e come evito di prendere il CIG dalla procedura ANACFORM?

    Elisabetta
    1. 1) un cig ci vuole sempre. La regola per quello che so è l’acquisizione attraverso le piattaforme telematiche (mepa ecc.) e l’eccezione è Simog o PCP nei casi indicati da ANAC.
      2) questo sì, assolutamente sempre attraverso piattaforme telematiche, si veda la risposta MIT al quesito 2196 (che troverà commentato su molti siti)
      3) l’unico caso in cui può inserire manualmente in mepa un cig preso fuori mepa (da simog o da pcp) è quando usa l’ambiente precedente, cosa per quanto ne so consentita esclusivamente per aderire a convenzioni precedenti il 2024. In tutti gli altri casi si usa il nuovo sistema e di conseguenza il cig si chiede dentro mepa.

      FunzionarioAmministrativo
  10. Buongiorno.
    Se c’è necessità di acquirie oggi un CIG derivato per aderire a una convenzione Consip attivata prima del 31/12/2023 dove va inserita la richiesta?
    Da quanto letto verrebbe da pensare su PCP (anche per analogia, dato che prima lo si sarebbe acquisito da SmartCig), ma dal call center dell’Anac mi è stato risposto che avrei dovuto richiederelo su Simog.
    Comunque su PCP non mi pare di aver visto modo per inserire il riferimento al CIG “ordinario” del lotto di Convenzione…

    Eugenio Sief
    1. Da tutte le parti c’è scritto per il suo caso di chiederlo su Simog, io non ho ancora provato. Poi va usato il ‘vecchio ambiente’ MEPA e scritto a mano il CIG derivato rilasciato da Simog.

      FunzionarioAmministrativo
      1. Così alla fine ho fatto, ma chiedo cortesemente se è possibile avere almeno un riferimento preciso quando Lei scrive “da tutte le parti”, perché un’indicazione chiara e certa in questo senso non sono riuscito a trovarla (e nemmeno ad averla dal call center Anac, che interpellato in due momenti diversi mi ha dato risposte differenti).
        Per quanto riguarda gli adempimenti ai fini della trasparenza, nel caso qui di interesse come si deve poi procedere? A distanza di quattro giorni dall’acquisizione del CIG su Simog, ancora non lo vedo pubblicato in BNDCP Analytics

        Eugenio
        1. L’hanno detto nelle determine ANAC ma soprattutto sul sito Acquistinrete (ora in manutenzione quindi non posso darle link ma cerchi pure lei) e nei corsi fatti da Acquistinrete. Sulla pubblicazione su analytics, sento tanta gente che non trova i suoi cig o che se li è visti cambiare. Aspetti una decina di giorni poi chieda ad anac. Comunque ai fini della trasparenza i cig chiesti su simog vanno gestiti come prima con tutto quello che comporta in fatto di schede da compilare, perfezionamenti ecc.

          FunzionarioAmministrativo
    2. Devi prenderlo da PCP, le indicazioni ANAC del 13 dicembre non lasciano dubbi.
      Simog oggi e’ limitato alle sole procedure attivate in proprio ante 31.12.23. Non per quelle attivate da Centrali di committenza (compresa Consip) a cui tu aderisci ed attivate da dette centrali ante 31.12.23.

      PAOLO TRIPODI
  11. Buongiorno,
    per poter prendere un CIG ai fini della tracciabilità finanziaria su contratti di permuta, quali sono le modalità?
    é corretto utilizzare la scheda P5( premettendo che non vi è una dicitura adatta alle permute)? Ringrazio in anticipo

    Nora
  12. Articolo interessante. Mi chiedo perché su PCP non sia stata predisposta una scheda ad hoc per le fattispecie escluse dall’applicazione del Codice ma per le quali va richiesto il CIG come da delibera ANAC 584/2023. Ad esempio per le opere di urbanizzazione a scomputo sotto soglia (per le quali il CIG viene richiesto da un privato che agisce come stazione appaltante) va compilata la scheda Affidamento Diretto anche se richiede molti dati non pertinenti al caso specifico? Grazie

    Francesca
    1. Secondo me stanno ancora lavorando su molte cose, mi aspetto molteplici aggiornamenti di tutte le piattaforme legate alla digitalizzazione degli appalti. Su quale sia la scheda da usare fino ad allora, non mi sbilancio.

      FunzionarioAmministrativo
  13. Buon pomeriggio, ma in caso di affidamento diretto superiore ad € 5.000, se la categoria merceologica interessata non è presente su mepa e similari, il CIG da dove lo estraggo??

    Punto Istruttore
  14. Buoansera
    per l’acquisizione del CIG per la fornitura di energia elettrica in regime di salvaguardia per un un importo di € 85.050,00 deve essere utilizzata la scheda “AD2_26”, “Affidamento diretto sopra la soglia minima e sotto la soglia comunitaria, settoriale” o altra scheda ANAC ?
    Grazie

    Dino

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