Abbiamo già parlato della tracciabilità e visto come l’indicazione del codice CIG costituisca un adempimento centrale per assicurare la tracciabilità dei pagamenti. Ma come si ottiene un CIG?

Il CIG è un codice rilasciato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, attraverso una procedura online. Ovviamente bisogna essere registrati al sito dell’ANAC, ed avere attivo un profilo RUP. A seconda dell’appalto per cui ci serve il CIG, dovremo chiedere uno “smartcig” o un CIG vero e proprio. Oggi parleremo di Smartcig.

Quando e perchè si chiede lo smartcig

Lo “smart”cig è stato introdotto per semplificare la procedura di ottenimento del codice negli appalti di minor interesse per l’Autorità (i “micro-contratti”), ed in particolare:

  • per i contratti di lavori, servizi e forniture, inclusi i contratti di cui agli artt. 17 (Esclusioni specifiche per contratti di appalto e concessione di servizi) e 19 (Contratti di sponsorizzazione) e all’Allegato IX (Servizi di cui agli articoli 140, 143 e 144) del Codice dei contratti pubblici, di importo inferiore a 40.000 euro,
  • per i contratti di cui agli articoli 7 (Appalti e concessioni aggiudicati ad un’impresa collegata), 16 (Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati in base a norme internazionali) e 162 (Contratti secretati) del Codice dei contratti, indipendentemente dall’importo.

In questi casi il codice CIG serve solo ai fini della tracciabilità, quindi andrà riportato su tutte le lettere, bandi, mandati ecc., mentre  non sarà necessaria alcuna ulteriore comunicazione all’ANAC. Per un esame dei casi in cui il CIG non è proprio richiesto, vi rimando a questo articolo.

Come ottenere lo smartcig

Una volta appurato che siamo tenuti a chiedere un cig ‘semplificato’, basterà andare sul sito ANAC, cliccare “servizi” nel banner in alto quindi scegliere il link Sistema per il rilascio del CIG in modalità semplificata (SmartCig)”

Bisognerà quindi cliccare uno dei due link ‘accesso al servizio’ per arrivare alla maschera di login, in cui entreremo con le nostre credenziali RUP.

Effettuato il login, il sistema chiederà per quale stazione appaltante intendiamo lavorare (potremmo essere associati a più di una). Fatta la scelta, nella pagina che si aprirà dovremo usare la maschera a sinistra “Gestione smart CIG”, cliccando “Richiedi”

Un tempo si potevano chiedere 50 smartcig alla volta mediante il “carnet”. Questa funzionalità era molto comoda per avere sempre a disposizione una lista di cig da usare al volo. Le informazioni dell’appaltosi potevano inserire successivamente. Visto però che troppi non completavano i dati, l’ANAC ha eliminato i carnet e ora i cig vanno sempre chiesti singolarmente. La parte “Gestione carnet di smartcig” serve solo a visualizzare i vecchi carnet.

La maschera di richiesta del CIG è veramente intuitiva.

L’unico aspetto che merita un’attenzione supplementare sono gli articoli del codice nelle tendine, che non sono stati aggiornati ma sono ancora quelli del D.Lgs.163 del 2006. Basterà scegliere la fattispecie che corrisponde a quella attuale.

La casella “CIG accordo quadro” va usata quando stiamo chiedendo un CIG per aderire a un accordo quadro (caso tipico le “convenzioni CONSIP”): in questo caso dovremo digitare qui il codice cig del lotto di convenzione a cui stiamo aderendo. Così facendo l’ANAC collegherà il nostro appalto a quello ‘padre’.

La parte inferiore della schermata propone varie categorie merceologiche, che potremo chiedere spuntando i quadratini corrispondenti:

Queste categorie sono soggette all’obbligo di centralizzazione della spesa in virtù dell’art.3 DL 66-2014 e del successivo DPCM 24 dicembre 2015 In pratica, oltre le soglie del DPCM le PA non possono acquisire autonomamente questi beni e servizi ma devono ricorrere alle convenzioni-accordi quadro di CONSIP o (altri soggetti aggregatori). Pertanto:

  • se si spunta “Lavori oppure beni o servizi non elencati nell’art.1 DPCM 24/12/2015”, il cig sarà rilasciato
  • se si spunta un’altra categoria, bisognerà motivare perchè deroghiamo all’obbligo di centralizzazione della spesa, altrimenti il sistema non rilascerà il codice

Per far questo dovremo usare la tendina sottostante

che mostra tutte le alternative che giustificano la procedura. Ovviamente il RUP si assume personalmente la responsabilità di quanto sta dichiarando.

Infine, cliccando “conferma e ottieni CIG” otterremo dal sistema il nostro codice.

 

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