La circolare sulla chiusura della contabilità 2021

La circolare sulla chiusura della contabilità 2021

La circolare sulla chiusura della contabilità 2021

La Ragioneria Generale dello Stato ha emanato la circolare sulla chiusura della contabilità 2021, che quest’anno porta il n. 27.Oltre alle consuete indicazioni sulle scadenze dei vari adempimenti di fine anno, questa circolare introduce alcune interessanti novità specie per i consegnatari, che proverò a descrivere per quello che sono riuscita a capire.

circolare sulla chiusura della contabilità 2021

Le novità del 2020 confermate

Nel 2020 erano state introdotte alcune novità dovute all’epidemia di covid-19, e come spesso accade nel nostro Paese alcune cose introdotte provvisoriamente restano stabili per anni. Anche il MEF non fa eccezione alla regola, e conferma in particolare:

  1. il generale prolungamento dei termini per emettere gli ordini di accreditamento e i titoli di spesa
  2. l’obbligo di versare  in conto entrata al capitolo di capo X n. 3330 le somme eventualmente non spese tra quelle stanziate per far fronte all’emergenza covid. Questo dovrà avvenire entro il 13 dicembre (attenzione, lo scorso anno c’era tempo fino al 21!), per dare attuazione all’ art. 265, comma 9, del DL n. 34/2020 “Rilancio”

Torna invece nella norma (31 marzo 2022) il termine a carico dei Ministeri della Difesa e delle Infrastrutture (oltre che per gli uffici riscontranti) per gli adempimenti relativi alla rendicontazione degli immobili: l’anno scorso era stato anticipato al 1 marzo.

Come spesso accade, la parte più interessante per gli operatori è l’allegato alla circolare, che contiene le scadenze delle varie operazioni. Vediamole insieme.

Le scadenze per accrediti e pagamenti

E’ stato confermato il termine del 26 novembre come data in cui le Amministrazioni centrali dovevano ripartire, in tutto o in parte, le somme stanziate sui singoli capitoli di spesa tra i propri uffici periferici ai sensi del disposto di cui all’art. 34-quater della legge n. 196/2009. Confermato quindi lo slittamento di una settimana rispetto al pre-covid.

Gli “ordini di pagare” possono essere trasmessi alle RTS o agli UCB non oltre il 14 dicembre. Entro la stessa data devono avvenire i pagamenti in valuta diversa dall’euro e in Paesi non aderenti al SEPA.

Entro il 13 dicembre si devono versare in conto entrate le somme destinate alla pandemia e non utilizzate, come detto poc’anzi.

Il 15 dicembre è l’ultimo giorno per l’autorizzazione dei pagamenti su Cedolino Unico da parte delle Ragionerie. Sempre sperando che non ci siano blocchi sul sistema…

Il termine per l’invio alle  Ragionerie (o agli UCB) degli Speciali Ordini di Pagamento (S.O.P.) è fissato al 17 dicembre. L’inoltro alla Banca d’Italia dovrà avvenire invece entro il 29 dicembre.

Sempre entro il 17 dicembre devono essere trasmessi gli ordini di accreditamento di contabilità ordinaria e speciale alle RTS o agli UCB, che dovranno  inoltrarli alle tesorerie entro il 21 dicembre.

Gli ordinativi secondari anche quest’anno potranno essere firmati (e inviati in Banca d’Italia) fino al 29 dicembre.

Entro il 31 dicembre devono essere rinnovati i c.d. “pagamenti non andati a buon fine“. Questo termine è particolarmente importante per quelli non andati a buon fine nel 2020, perchè se non saranno rinnovati le relative somme saranno riversate all’entrata.

I sistemi contabili del MEF apriranno ufficialmente l’anno 2022 il 7 gennaio. Verosimilmente tra l’1 e il 7 i sistemi non saranno raggiungibili, e se lo saranno si opererà ancora sul 2021 (quindi non si potranno generare i rendiconti).

Le scadenze per le operazioni di rendicontazione

Nonostante ci sia un generale slittamento in avanti di tutti i termini di dicembre, come nel 2020 non sono state previste proroghe per i termini relativi ai rendiconti: devono essere presentati entro il 25 gennaio 2022.

Entro il 31 gennaio 2022 bisogna predisporre i mod. 62 C.G., per i soli casi in cui sono ancora previsti. Sempre entro tale data deve essere predisposto e validato dai funzionari delegati il “programma di spesa in conto residui”. (ATTENZIONE, quello che viene richiesto tramite 62 c.g. non deve essere chiesto col programma residui e viceversa!)

I rendiconti suppletivi (per le somme prelevate in contanti e non spese entro la fine dell’anno) vanno presentati entro il 31 marzo 2022.

I termini per i consegnatari

Relativamente invece agli adempimenti dei consegnatari, prima di chiudere i rendiconti dei beni mobili e il rinnovo inventariale ci sono alcune (nuove) operazioni obbligatorie:

La prima è traslare tutti i beni che fossero ancora classificati sotto i codici SEC “residuali” (BAZZZZZZZA, BAZZZZZZZB ecc.), nelle pertinenti categorie, entro il 31 dicembre.

La seconda, più complessa, è effettuare l’ammortamento con le nuove aliquote e non più con le vecchie: bisogna infatti utilizzare le aliquote di ammortamento legate al piano dei conti previste nella tabella “Aliquote annuali di ammortamento, con riferimento alle voci di V livello di ammortamento del Piano dei conti integrato – Piano Economico”, riportata in Allegato 2 del Decreto del MEF del 13 novembre 2020.

In concreto pare che si tratti di attribuire a ciascun bene l’opportuna voce di V livello del piano dei conti, quindi di calcolare l’ammortamento in base all’aliquota corrispondente a tale voce (in realtà l’aliquota relativa alla maggior parte dei codici SEC è la stessa attribuita alla corrispondente voce del PdC, ma ci sono alcune differenze, come si vede nella tabella di raccordo). Come si fa? Per gli utenti GECO queste operazioni avverranno in automatico, e non è un vantaggio da poco. Per gli altri servirà o un calcolo manuale o l’aggiornamento dei software in uso.

Inoltre chi usa software commerciali, excel o registri cartacei dovrà chiedere un’utenza GECO e dal 14 gennaio 2022 dovrà scaricare un template excel in cui dovrà iniziare ad inserire tutti i beni mobili e durevoli risultanti in inventario al 31 dicembre 2021, già classificati al V livello di piano dei conti. (dopo l’approvazione del rendiconto il file dovrà  essere ricaricato in GECO, da cui verosimilmente i beni saranno importati dentro ad INIT. Dove e come avverrà in concreto tutto questo ancora non si sa.)

Una volta effettuate queste operazioni, si dovranno presentare i rendiconti dei beni durevoli e dei beni inventariali, oltre che il rinnovo inventariale slittato dal 2020, entro il 15 febbraio 2022. Come ho anticipato in un altro articolo, questa scadenza è estremamente importante perchè in marzo RTS e UCB dovranno controllare di corsa i dati ricevuti così che entro il 31 marzo inizi il trasferimento dei beni dentro INIT, destinato a diventare l’unico software di gestione dei beni mobili dello Stato.

Alcune puntualizzazioni

Sull’assurdità dello slittamento dei tempi per gli accreditamenti dei fondi e per i pagamenti ai creditori non accompagnato dallo slittamento del rendiconto mi sono già espressa lo scorso anno in occasione della chiusura della contabilità 2020 e ribadisco la mia opinione.

Per il resto, mi auguro che il MEF abbia già comunicato alle software house private come sarà fatto il famoso template per GECO, altrimenti potrebbero esserci lungaggini nel trasferimento dei beni dai software commerciali al template, e da questo a GECO e infine ad INIT. Inutile dire che chi usa excel o registri manuali dovrà scrivere/copincollare manualmente i beni sul template, operazione fattibile se i beni sono pochi, altrimenti saranno dolori.

Il passaggio dei consegnatari dello Stato dagli altri sistemi ad INIT dal 2022 è obbligatorio. Per chi usa GECO o altri sistemi integrati col MEF, il passaggio avverrà entro il 30 aprile 2022. Per tutti gli altri avverrà in sessioni cadenzate di migrazione durante tutto il 2022, sempre dopo che UCB o RTS avranno approvato i rendiconti trasmessi.

Inutile dire che prima di questa migrazione non ha senso prendere in carico alcun nuovo bene, perchè i beni da riportare nel template sono quelli presenti in inventario al 31 dicembre. Di conseguenza, se la migrazione in INIT dovesse andare per le lunghe i consegnatari si ritroverebbero con mesi di fatture arretrate da lavorare, creando non pochi problemi anche agli uffici ragioneria (che verosimilmente dovranno abbinare i buoni di carico alle fatture in un secondo momento).

Dovrebbe uscire a breve una nuova circolare che illustrerà come avverranno in concreto le operazioni di cui ho parlato nell’articolo, appena sarà disponibile descriverò le varie procedure.

 

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2 Comments

  1. E’ da ottobre 2021 che opero con SICOGE e con lo Stato in qualità di funzionario delegato. Gli ordinativi secondari anche quest’anno potranno essere firmati (e inviati in Banca d’Italia) fino al 29 dicembre. Se la risposta è semplice, volevo sapere quali sono invece gli “ordini di pagare” che possono essere trasmessi alle RTS o agli UCB non oltre domani 14 dicembre. Tantissime grazie per il servizio informativo veramente fantastico che offre questo sito e buona settimana.

    Maurizio
    1. Telegraficamente direi che si possono definire come gli “ordinativi” degli ordinatori primari di spesa (quelli che non sono funzionari delegati)

      FunzionarioAmministrativo

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